Cantiere sequestrato, tre indagati

di Claudio Malvicini e Anna Mangiarotti wFERRERA Finisce sotto sequestro il cantiere mai completato del nuovo centro polisportivo di strada Corradini e arrivano tre avvisi di garanzia al sindaco Giovanni Fassina, al progettista, l'architetto Paolo Lucchiari, e alla responsabile del procedimento per il Comune, Graziella Barani. Le ipotesi di reato sul tavolo del sostituto procuratore di Vigevano Mario Andrigo sono abuso d'ufficio e falso ideologico in relazione alla gestione dei lavori. Ieri la Finanza di Vigevano ha messo i sigilli all'area, dopo che due settimane fa i militari coordinati dal tenente Concetta Spatrisano erano entrati in municipio per prendere i documenti dei lavori di ricostruzione del centro polisportivo fermi da un anno. Ieri gli uomini delle Fiamme gialle sono tornati anche in municipio. I lavori erano stati affidati nel 2009 alla Global engeneering srl e il progetto prevedeva di realizzare una struttura polivalente aperta tutto l'anno: 22mila metri quadrati con piscina, bar, campi da tennis e da basket. I lavori erano stati finanziati con un investimento di quasi tre milioni di euro, ma non sono mai stati completati e pochi mesi fa il Comune ha rescisso il contratto con la Global engeneering per assegnare i lavori con un nuovo bando alla Coesi di Scaldasole, per 888mila euro. Ora interviene anche la Global engeneering: «Forse l'azione della magistratura è una conseguenza del nostro esposto di qualche mese fa alla Corte dei conti per danno erariale - dice Claudio Defilippi, avvocato della società appaltatrice –. Il Comune di Ferrera ha buttato via parecchi soldi con le spese legali per i contenziosi quando avrebbe potuto sedersi al tavolo con noi per ragionare su come completare i lavori». La Global engeneering sostiene di essere stata bloccata nella prosecuzione dei lavori dall'inerzia dell'amministrazione Fassina: «Più volte – dice l'avvocato – abbiamo chiesto ai tecnici del Comune di dare istruzioni chiare sul progetto, eliminando le disposizioni in contrasto tra loro. E' stata la continua introduzione di varianti al progetto originario, volute dall'amministrazione, ad aver causato il blocco dei lavori perché si trattava di varianti prive delle necessarie autorizzazioni di legge». Secondo il sindaco era stata invece la Global engeneering a non voler completare i lavori. «Il Comune – replica ora l'avvocato della società – in varie riunioni ha proposto di recedere dal contratto e poi ha deciso di non pagare i lavori eseguiti, certificati dall'amministrazione e fatturati dall'impresa. A quel punto ci siamo rivolti alla magistratura per ottenere i nostri soldi». Ovvero si è arrivati all'ingiunzione di pagamento per i lavori fatti e non pagati alla Global engeneering. «Nonostante i problemi indipendenti dalla nostra volontà abbiamo completato l'80,3% dei lavori, come accertato dal Comune – dice Defilippi – e abbiamo continuato a fare la manutenzione del cantiere fino al gennaio 2013, quando il Comune ha deciso di sciogliere il contratto». Decisione che la Global engeering ha impugnato.