Serve l'esercito per blindare la Confederations

di Pietro Oleotto Una mano tesa, l'altra nascosta per mettere un freno alle violenze che stanno percorrendo la dorsale del Brasile da nord a sud. Solo grazie al pugno di ferro utilizzato per impedire ai manifestanti di avvicinarsi allo stadio di Brasile-Italia (dove sono stati sparati gas lacrimogeni per disperdere un gruppo di manifestanti che tentavano di forzare il cordone della polizia), solo grazie all'intervento dell'esercito nella zona di Belo Horizonte, dove era in programma Giappone-Messico, è stato impedito a 15 mila manifestanti di avvicinarsi all'impianto di gioco. Il giorno dopo le prime morti nelle strade, il governo ha messo in campo la presidente Dilma Rousseff che, attraverso un messaggio irradiato in diretta televisiva in tutto il paese, mentre in Italia era notte alta, ha chiesto ai brasiliani una tregua, con la promessa che i problemi che stanno soffocando la gente saranno affrontati nell'anno che separano questa Confederations cup dai Mondiali. Ma sono proprio le spese folli affrontate al Brasile per arrivare preparato al prossimo Mondiale, per soddisfare gli standard, i diktat della Fifa. Così proprio la Federazione internazionale è entrata nel mirino dell'intellighenzia, degli opinion leader, anche quelli presenti nella rete. Allo scoperto. Dopo il filmato di Carla Dauden, diventato il manifesto della protesta nel web, hanno cominciato a uscire allo scoperto anche idoli vecchi e nuovi. Il più pungente di sicuro è Romario, centravanti della Seleçao ai tempi di Usa '94, del titolo vinto ai rigori contro l'Italia di Baggio, ora politico di professione e nemico della Fifa: «Ci stanno prendendo per i fondelli, con i nostri soldi: è una mancanza di rispetto», ha dichiarato ieri Romario senza dimenticare di snocciolare le cifre. Sì, perché con i fondi stanziati per la Confederations e i Mondiali sono un pugno allo stomaco di un paese che sta sacrificando il welfare sull'altare del "dio pallone". «Tutti quei soldi potevano servire a ottomila nuove scuole, 39 mila bus o 28 mila centri sportivi. Quello che hanno speso per lo stadio Garrincha a Brasilia poteva servire per costruire 150 mila appartamenti per le famiglie a basso reddito; ma no, meglio spendere un miliardo e mezzo di reais per uno stadio. È bello? Sì. È utile? Non proprio». L'affare. Insomma, il velo è stato tolto. Il Mondiale (di cui la Confederations cup è un ricco prologo) è un business soprattutto per i vertici del calcio, Romario lo dice chiaramente: «La Fifa farà profitti per quattro miliardi di reais (1.350 milioni di euro, ndr), un miliardo dei quali dovrebbe restituirlo in tasse. Ma non pagheranno nulla, loro arrivano, montano il circo, non spendono nulla e si portano tutto a casa». Ci sono i cosiddetti ritorni della manifestazione mondiale al centro del dibattito politico in Brasile. Non una questione di poco conto, considerando che lo stesso discorso dovrà essere sviluppato per le Olimpiadi del 2016. Un altro bagno di sangue per i cittadini in tasse aggiuntive. La difesa? Si pensa che i soldi rientraranno dalla porta principale. Ronaldo, che fa parte del Comitato organizzatore dei Mondiali ha provato ieri ad abbozzare un'arringa: «La gente non è contro la Coppa del Mondo, è contro lo spreco di denari. La gente vuole vedere progressi e miglioramenti in ogni settore, il Mondiale è un'occasione per grandi investimenti». Avrebbe potuto dirlo anche il gran capo del calcio, Sepp Blatter, compresa la chiosa sulle manifestazioni: «Il Brasile si è svegliato, ma vogliamo vedere un torneo senza violenza, senza feriti». Le mosse. È quello che la Fifa ha chiesto, in modo informale (ma pressante) al governo brasiliano già l'altro giorno, quando si era diffusa la voce di una sorta di ultimatum: più sicurezza o stop alla Confederations. Un'eventualità che il palazzo del calcio ha poi escluso. Di certo la presidente Rousseff, dopo aver teso la mano alla protesta (promettendo un piano nazionale di viabilità urbana, maggiori risorse da destinare a istruzione e sanità), ha utilizzato anche, in modo più discreto possibile, il pugno di ferro, visto che ha inviato anche l'esercito all'esterno degli stadi, a cominciare da quelli di Salvador de Bahia e Belo Horizonte. Per le semifinali la Confederations sarà blindata. ©RIPRODUZIONE RISERVATA