«Rocco e Maldini i miei maestri»

PIEVE PORTO MORONE Ambrogio Pelagalli ha debuttato in serie A nel maggio 1960, Milan-Spal 3-1. Con i rossoneri ha disputato sei stagioni, vincendo uno scudetto nel 1962 e la Coppa Campioni l'anno successivo. Quindi il passaggio all'Atalanta, dove ha disputato 90 partite, e alla Roma (27 gare); nella massima categoria, Pelagalli ha collezionato in tutto 235 presenze con sei rete segnate; 136 le partite giocate in B (108 nel Taranto, 28 ancora nell'Atalanta), altre 16 in C con la maglia del Piacenza. Appese le scarpette al chiodo, il Pela ha intrapreso la carriera di allenatore. Debutto in C2 nel 1978/79 alla guida del Derthona, società rimasta sempre nel suo cuore. Due campionati con i leoncelli, poi Cerretese, Pergocrema, Brindisi, di nuovo Cerretese, Martina Franca (1985/86, vittoria e promozione in C1), ritorno al Derthona fino al '90, Mantova, Vastese e chiusura all'Oltrepo, sempre in C2, nel 1992/93. Dal 1997 al 2009, l'ex mediano di Pieve è stato osservatore del Milan e dal 2010 al 2012, come dirigente, è stato responsabile tecnico dell'amato Derthona. Il Pela considera suoi maestri l'indimenticabile Nereo Rocco e Cesare Maldini, allenatore in campo del grande Milan anni Sessanta protagonista di memorabili sfide con l'Inter di Herrera. In quella squadra, Pelagalli svolgeva lavoro di copertura e raccordo a centrocampo, con il brasiliano Dino Sani in regia e Rivera a imbeccare le punte Mora e Altafini. Rocco lo impiegava come numero 4 o con il 6, talvolta gli dava anche l'11 o il 7, ala tattica chiamato a garantire equilibri in fase di non possesso del pallone. «Ero un gregario, ma orgoglioso di fare parte di un gruppo con campioni di livello europeo e mondiale». Nel suo score, anche nove derby, con bilancio in perfetta parità: tre vinti, tre persi, tre pareggiati. (r.lo.)