«Ho tagliato il traguardo, poi il boato»

di Marianna Bruschi wPAVIA Mary Li Perni, podista dell'Atletica Pavese Voghera, per pochi minuti ha schivato l'attentato a Boston. Le due bombe esplose lunedì durante la maratona a cui hanno partecipato 227 cittadini italiani, ha ferito la città, il Paese, ma desta preoccupazione in tutto il mondo. Si guarda ai pavesi che si trovano a Boston per lavoro o per motivi di studio. Isabella Pallotta e Vittorio Abbonante sono dottorandi dell'ateneo pavese in medicina molecolare, sono a Boston e oggi dovrebbero essere raggiunti dalla docente Alessandra Balduini. «Al momento delle esplosioni mi trovavo in dipartimento, lontano dal luogo "x"– spiega Vittorio Abbonante – nonostante casa mia si trovi a un isolato da li». La zona è stata isolata «e i ponti che collegano Boston a Cambridge sono stati chiusi – spiega il dottorando – Io ho preferito rimanerne lontano dal luogo delle esplosioni, per evitare problemi». Il racconto più drammatico è di chi ha partecipato alla maratona. «Ero passata dal luogo dell'esplosione al massimo da due minuti – spiega Mary Li Perni che vive a Torricella Verzate – ero in vista del traguardo quando ho sentito un fragore tremendo. Mi sono voltata e ho visto fumo, gente che scappava, piangeva. Mi sono sentita spingere violentemente in avanti e ho visto che quelli che stavano arrivando sono stati fermati. Ho avuto paura, c'era anche chi cercava di scavalcare le transenne per fuggire dal luogo del disastro». Anche il ritorno in albergo è stato un momento difficile. «Mi sono persa e non trovavo neppure più la borsa col necessario per cambiarmi – spiega l'atleta – sudata e intirizzita dal freddi e dalla stanchezza per la maratona, mi sono trovata a camminare per una città impazzita, con sirene che suonavano, gente che correva e io, che fatico a mettere insieme qualche parola di inglese, non riuscivo a farmi capire, senza contare che zoppicavo perché il dolore al ginocchio che mi aveva impedito di terminare bene la maratona con tutto quelle che stava accadendo si era acuito. Fortunatamente ho trovato una infermiera indiana e un addetto alla sicurezza che mi hanno aiutato a tornare in albergo». Ci sono stati problemi anche in albergo, vicino ala zona delle esplosioni e ancora non ci sono certezze sul rientro in Italia. Correva la maratona anche il vigevanese del Raschiani Triathlon Pavese Davide Angeleri. Avendo corso in 3 ore e 27 minuti è passato dal luogo dell'esplosione oltre 40 minuti prima. «Non mi sono accorto di nulla – spiega da Boston – quando è accaduto ero in metropolitana diretto al mio albergo. Posso solo ringraziare il cielo di non avere avuto problemi». (ha collaborato Maurizio Scorbati)