«Accordi tra società per evitare la gara»

di Filiberto Mayda wPARONA La procura di Vigevano si è trovata, in qualche modo, la strada aperta dai colleghi magistrati contabili. Nel 2011, infatti, era stata proprio la Corte dei Conti a disegnare uno scenario di gravissime irregolarità amministrative, in particolare sulla vicenda del mai realizzato raccordo ferroviario di Parona. «L'amministrazione comunale - scrissero i magistrati - ha impropriamente impiegato lo strumento della società di diritto privato interamente partecipata dall'ente locale medesimo non solo per eludere le regole dell'evidenza pubblica in sede di aggiudicazione di lavori pubblici, ma anche per eludere le norme che garantiscono la trasparenza in sede di esecuzione del contratto d'appalto di lavori». In parole povere, il Comune avrebbe costruito un'ardita procedura per evitare di fare la gara pubblica. Come è stato possibile? Proviamo a spiegarlo. Si deve costruire il raccordo, che costerà all'incirca 2 milioni di euro. Nel 2003 la società Combitalia (che all'epoca si chiamava Nuova Semel) stipula un contratto con la ditta M.C.F.T. Rail (che possiede il 49% della Combitalia...) per la costruzione del raccordo ferroviario. Nel 2004 Parona Servizi (società di emanazione comunale) acquista il 51% della Nuova Semel. Nel 2005 Combitalia, ormai controllata dalla Parona Servizi, stipula un contratto privato per la costruzione del raccordo. Cosa succede, dunque? Che un accordo tra privati è "passato" al pubblico e la gara non si è fatta. «E' evidente che, in violazione delle regole sull'evidenza pubblica, il Comune ha agito come un mero soggetto di diritto privato (mediante lo "schermo" della Società Parona Servizi Spa) legittimando tale operato con il subentro nella proprietà della società Combitalia». Ma non solo mancava trasparenza nell'affidamento della gara d'appalto, ma c'erano, secondo la Corte dei Conti, notevoli ombre su tutta la procedura: «Si aggiunga che le due società, la Combitalia S.r.l. e la soc. M.C.F.T. Rail, al momento della sottoscrizione del nuovo contratto di appalto presentavano "contaminazioni di fatto" che rendono ancora più dubbia l'operazione sotto il profilo della trasparenza (in particolare, l'amministratore unico della soc. M.C.F.T. Rail era allo stesso tempo socio di minoranza della Combitalia; nonché, in precedenza – ovvero, al momento della stipula del primo contratto di appalto con la società M.C.F.T. Rail - era anche amministratore unico della società Nuova Semel s.r.l., poi Combitalia S.r.l». Ma c'è di peggio: i lavori non sono stati fatti, ma pagati: il raccordo non c'è e «non esiste un metro di binario o di scambio che si possa considerare finito e inoltre è illegittima la dichiarazione di ultimazione lavori, gravemente incompleti e viziati». Ma intanto erano stati pagati stati di avanzamento lavori per 1,9 milioni di euro. @filibertomaida ©RIPRODUZIONE RISERVATA