Colli si difende così: «Sono tranquillo era un bel progetto»

di Denis Artioli wPARONA Gli uomini della Guardia di Finanza si sono presentati al cancello dell'abitazione del sindaco Silvano Colli ieri mattina presto, alle 7.30. Erano in borghese. Gli hanno mostrato un decreto di perquisizione e sono entrati. «Ero in casa con mia moglie – spiega Colli – mi hanno chiesto se avevo documenti riguardanti Combitalia e glieli ho consegnati». Trovato quel che cercavano, i finanzieri sono andati in municipio con Colli e hanno perquisito anche il suo e altri uffici. Lo studio del sindaco, al primo piano di palazzo municipale, è stato chiuso per qualche ora. Verso mezzogiorno, la porta si è spalancata: ne sono usciti gli uomini della Finanza, con uno scatolone pieno di documenti. Sono scesi dalla rampa di scale che porta all'ingresso del municipio, hanno caricato la documentazione nel bagagliaio dell'auto (senza insegne) posteggiata davanti al municipio e sono ripartiti. Tutto con grande discrezione, senza clamore, in un'atmosfera quasi ovattata nella piazzetta del piccolo paese che, fino a qualche anno fa, dai vicini un po' invidiosi veniva additato come esempio da seguire sulla via dello sviluppo: Parona che ha il centro commerciale, Parona che ha le aziende, l'inceneritore e il lavoro, Parona che batte tutti sul tempo e apre il cinema multisala. Ma ieri non è stata una giornata come le altre. Qualcuno si è accorto che qualcosa non quadrava nel copione della routine quotidiana, la voce ha cominciato a circolare. Davanti al municipio due persone guardavano l'ingresso del palazzo comunale, come in attesa di una risposta: «Ci sono i carabinieri», diceva uno all'altro. Nell'ufficio del sindaco, quando se ne è andata la Finanza, è rimasto solo Silvano Colli, primo cittadino di Parona da trentacinque anni, con un'interruzione dovuta alla parentesi dell'elezione di Giovanna Ganzi. Un collaboratore di Colli dice: «Inutile che cerchiate di parlare con lui, non vuole ricevere nessuno in questo momento». Invece no, Colli apre la porta dell'ufficio, si fa intervistare: «Sono molto tranquillo – afferma –. In tutta questa vicenda noi, come Comune, abbiamo avuto solo un danno. Era un bel progetto, ma non abbiamo potuto realizzare il raccordo ferroviario che avrebbe tolto i camion dalla strada». Gli dà man forte solo l'assessore ai lavori pubblici e all'urbanistica, Gianbattista Bianchi. Il sindaco cerca di sorridere quando dice: «Non mi è mai successo in tutti questi anni di veder arrivare la Finanza in municipio o a casa mia». Ha ricevuto un avviso di garanzia, per la perquisizione in casa e in ufficio? «No, solo una citazione per fatti che riguardano il progetto del raccordo ferroviario, dal 2008 in avanti – risponde Colli –. I documenti che hanno chiesto sono tutti relativi a questa vicenda». @denis_artioli ©RIPRODUZIONE RISERVATA