Defibrillatori, l'obbligo non basta

di Stefano Romano wPAVIA L'altro giorno il Senato ha approvato il decreto legge del governo sulla sanità (181 sì, 43 no e 23 astenuti) e tutte le società sportive (professionistiche e dilettantistiche) a breve avranno l'obbligo di avere un defibrillatore da portare in campo durante le gare. Resta da capire se l'obbligo riguarderà anche i campi di allenamento: per avere certezze, però, si dovranno aspettare i decreti attuativi della legge. Il defibrillatore, semplificando, è quell'apparecchiatura che consente di intervenire in caso di arresto cardiaco. Apparecchiatura che costa circa 2mila euro. Che fanno le società pavesi? Riassumendo il panorama delle risposte con una sintesi brutale, si può dire che si arrangiano: quelle più grandi (e quindi con maggiori disponibilità economiche) hanno acquistato i defibrillatori e formato allenatori, dirigenti o accompagnatori per abilitarli all'uso dell'apparecchiatura; le società più piccole, che non possono permettersi di comprare un defibrillatore, si affidano alle associazioni di volontariato che li mettono a disposizione dei Comuni, o alle diverse Croci che li hanno acquistati in passato per poter essere convenzionate con il servizio regionale di emergenza sanitaria (il 118). Oppure, se ancora non hanno una convenzione, aspettano di avere indicazioni più precise. «Non abbiamo un defibrillatore e non possiamo permettercelo – conferma il direttore sportivo del Retorbido, in Seconda categoria, Maurizio Cavo –. Vedremo cosa ci diranno e cercheremo in qualche modo di adeguarci, ma francamente non sappiamo come». Le società più grandi si sono mosse in anticipo: «Abbiamo a disposizione tre defibrillatori – spiega l'amministratore delegato Alessandro Zanchi – e tutti i nostri allenatori, anche quelli delle giovanili, sono abilitati ad usarli». Un caso particolare è quello di Robbio, Confienza e Castelnovetto. I tre paesi della Lomellina occidentale infatti hanno defibrillatori vicino ai campi sportivi: ad installarli però non sono state direttamente le società sportive, ma l'associazione "Robbio nel cuore", nata nel 2010, che ha installato sette defibrillatori in aree pubbliche e ha comprato le apparecchiature grazie ai contributi di amministrazioni locali, associazioni, aziende e private. Dal campi di calcio ai palazzetti: il palaGuglieri di Mortara è dotato di un defibrillatore nuovo e funzionante, ma il vice allenatore della Expo Inox Mortara, Max Werlich, osserva che «il problema non si risolve obbligando impianti e società a dotarsi del defibrillatore, se poi non vi è del personale adeguatamente formato. Per le gare interne della nostra prima squadra abbiamo una convenzione con la Cri di Mortara, che ha volontari abilitati a utilizzare l'apparecchiatura, ma il problema è che il palasport è utilizzato tutta la settimana: dalle scuole, dalle giovanili delle varie società e dalle prime squadre, e gli incidenti possono verificarsi in ogni momenti, non solo quando è attiva l'unità locale della Cri».