Una jeep per la neve Così «er federale» dilapidava i fondi

di Natalia Andreani wROMA Deve aver pensato che sotto quella bufera era davvero impossibile rientrare a casa senza un mezzo adeguato. Ed è stato forse per questo motivo che lo scorso inverno, nel giorno in cui la Capitale rimase paralizzata dalla neve, Franco Fiorito acquistò - detto fatto - una Jeep Wrangler da 35mila euro con i fondi regionali. Ma non è questo l'episodio più grave citato nell'ordinanza di custodia cautelare che ieri ha portato in cella «er federale de Anagni». Nelle 29 pagine del provvedimento il gip, Stefano Aprile, contesta a Fiorito il sistematico drenaggio dei due conti correnti sui quali convergevano i fondi regionali assegnati al gruppo Pdl (dal 2010 a oggi, si tratta di contributi per 8 milioni e mezzo di euro) «mediante ripetute operazioni di bonifico bancario, emissione di assegni, operazioni di giroconto, prelievi di denaro contante compiuti allo sportello o tramite bancomat». Per un ammontare «ancora da accertare», scrive il giudice che allo stato quantifica il maltolto in 1 milione 357.418 euro trasferiti sui conti italiani ed esteri dello stesso Fiorito e utilizzati a scopi non istituzionali. Paga tripla. Dal conto Pdl 401372093 fra il giugno 2010 e il luglio 2012 sono partiti 634 bonifici nazionali di cui ben 46 -per 755mila euro- a favore di Fiorito. Seguono 59 bonifici all'estero di cui 54 - altri 339mila euro - sui conti spagnoli dell'indagato. Interrogato sul punto il consigliere ha dichiarato di essersi attribuito quegli emolumenti in misura doppia o tripla rispetto ai colleghi in funzione delle cariche di capogruppo e di presidente della commissione bilancio. «Questa era la prassi sempre seguita nel Pdl e negli altri gruppi», ha detto Fiorito incassando la smentita di sei testimoni. Hotel di lusso. Nonostante la paga tripla Fiorito faceva vacanze che non riusciva nemmeno a pagare tanto erano care. Come a fine dell'agosto 2010 quando fa eseguire dal Pdl un bonifico per saldare due settimane di soggiorno al mare: trentamila euro di conti a favore della catena di alberghi Sardegna Resort. «Mi ero accorto che le mie carte di credito non bastavano a coprire la somma, quindi ho chiesto alla segreteria di provvedere», si è giustificato davanti al pm spiegando che al rientro a Roma si sarebbe dimenticato di restituirla. Fino a quando, un anno dopo, quei soldi non tornarono in contanti nella cassaforte del partito. Almeno così ha raccontato Fiorito aggiungendo - con giustificazioni ritenute dal gip «illogiche e pretestuose»- che il cash proveniva da un improvviso regalo della madre (a sua volta beneficiaria di versamenti sospetti). Abusivo al Circeo. Senza il denaro prelevato dai conti Pdl, Fiorito, ne è convinto il gip, non avrebbe mai potuto comperare la villa nel parco del Circeo (70 metri quadri più 40 abusivi in corso di sanatoria). Costo dell'immobile 600mila euro più altri 200mila che Fiorito ha ammesso di aver pagato solo quando il pm lo ha messo all'angolo, mettendogli sotto il naso la prova di quel versamento avvenuto ancora una volta in contanti e ancora una volta – grazie ad un presunto risarcimento avuto dal padre e del quale non si trova traccia. Acquistata per la villa anche una caldaia. Folli follie. Il gip dedica un capitolo anche all'utilizzo «incontrollato» di bancomat e carte di credito in boutique e supermercati: 184mila euro di carte, 121mila euro di prelievi allo sportello cui va aggiunta l'emissione di 130 assegni per 369mila euro. Spuntano così la spesa all'Auchan di Fiumicino per 263 euro, l'acquisto di una Montblanc da 500 euro, le migliaia di euro spese fra Euronics e Unieuro, 384 euro spesi da Sonnino tessuti. E ancora 1.600 euro di ceramiche, mille euro da Hermès, 626 alla cartoleria Pinaider. Poi ci sono la Bmw X5 e la Smart. Atto finale. Il 2 luglio scorso Fiorito ha fretta. In poche ore dispone 13 bonifici a suo nome per centomila euro. E'«il capitolo finale di quella preordinata azione di spoglio posta in essere dall'indagato sin dalla sua elezione. L'accelerazione si spiega agevolmente con l'approssimarsi della discoperta delle ruberie», continua il gip evidenziando che proprio a quei giorni di massicci trasferimenti di denaro risale la nota con la quale Fiorito voleva denunciare alla Polverini magagne nella gestione dei fondi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA