«Così Pavia è all'avanguardia nella promozione dell'arte sacra»

PAVIA Se il il Premio Pritzker, dopo quarant'anni di vita, è considerato il più importante riconoscimento al mondo per l'architettura civile, il Premio Internazionale di Architettura Sacra della Fondazione Frate Sole di Pavia (www.fondazionefratesole.org) lo è per questo tipo di arte volta a rappresentare la tensione umana verso il divino. Organizzato dalla Fondazione Frate Sole di Pavia con cadenza quadriennale, il riconoscimento fu istituito ormai 16 anni fa per volere di padre Costantino Ruggeri - frate francescano, scomparso nel 2007, anche architetto, artista, creatore di luminose vetrate policrome, che fece della soffitta del convento di Canepanova in Pavia la sua fucina d'arte sacra - ed è rivolto alle realizzazioni dei nuovi edifici religiosi in tutto il mondo. A sovrintendere oggi quello che ormai tutti chiamano "l'Oscar dell'Architettura Sacra" - in passato vinto da architetti di valore internazionale, come il giapponese Tadao Ando (primo premio nel 1996), il portoghese Alvaro Siza (2000), lo statunitense Richard Meier (2004) e il britannico John Pawson (2008) – è l'architetto Luigi Leoni, presidente della Fondazione Frate Sole e storico collaboratore di Padre Costantino Ruggeri, che sottolinea: «Questo premio è orientato a diffondere e riportare l'architettura sacra al centro dell'attenzione, in un periodo storico in cui è di fatto stata marginalizzata. E' un premio che guarda la futuro, così come il biennale Premio Europeo di Architettura Sacra, che dal 2005 promuove e valorizza le tesi di laurea di giovani architetti». C'è una buona risposta da parte degli addetti ai lavori in tutto il mondo? «Assolutamente sì. C'è stata negli anni passati e questa edizione ne ha confermato il successo, con con 116 nuovi progetti pervenuti da 30 paesi del mondo in rappresentanza dei cinque continenti. Con il Premio Internazionale di Architettura Sacra Pavia si aggiudica il primato di città "eccellente" nell'ambito della valorizzazione e della promozione dell'architettura sacra». Cosa spinse padre Costantino Ruggeri ad istituire il Premio? «Per lui, che all'arte sacra dedicò tutta la sua vita, l'arte era il modo piùvicino di avvicinarsi al divino. Riteneva che fosse un valore per tutti gli uomini, non soltanto per gli addetti ai lavori. Ogni opera di arte sacra per padre Costantino rappresentava un modo per mettere in comunicazione gli uomini con gli uomini e gli uomini con Dio, ogni luogo di architettura sacra uno spazio attraverso il quale vivere la tensione verso il divino. La stessa Fondazione Frate Sole, costituita nel 1993 a Pavia per sua iniziativa, aveva ed ha tutto'ora lo scopo di sensibilizzare le persone al tema della "chiesa costruita", in cui le qualità artistiche e mistiche rendono lo spazio sacro un luogo di esaltazione spirituale». Perché la scelta di coinvolgere anche i bambini nel festival? «Abbiamo voluto cogliere il pensiero di padre Costantino secondo cui i bambini hanno ancora lo sguardo limpido che consente di avvicinarsi all'arte, alla natura e alle cose senza condizionamenti. E' in loro che la creatività e l'innovazione riescono meglio a farsi strada, perché i bambini sono liberi di esprimersi e proprio grazie agli stimoli dell'arte hanno più possibilità di diventare uomini con una coscienza critica». (m. piz.)