Pavia, il ritorno da avversario del bomber Torri

Due gol nelle prime due giornate di campionato, e ora anche una rete importantissima con la maglia dell'Under 20. Per Giacomo Beretta, attaccante classe '92 del Pavia, è un periodo d'oro. Mercoledì infatti è stato proprio un suo gol ad aprire la strada al successo 2-0 degli azzurrini di Gigi Di Biagio a Bellinzona contro la Svizzera, nella prima giornata del torneo Quattro Nazioni. Beretta ha sbloccato la gara all'8' della ripresa, riprendendo una respinta di un difensore elvetico e mettendo la palla in rete. Al 90' è arrivato il raddoppio dell'Italia con Improta. Intanto il Pavia prosegue la preparazione del matche di domenica contro il Lumezzane. Anche D'Orsi, recuperato dalla tonsillite, dovrebbe far parte della gara, riprendendo il posto al centro della difesa a fianco a capitan Fasano. A centrocampo da capire se mister Roselli insisterà sull'assetto di domenica scorsa o se apporterà qualche cambiamento. Oggi seduta pomeridiana, così come per la rifinitura di domani. di Luca Simeone wPAVIA Sono passati quattro anni da quella sfida all'ultimo sangue contro il Calcio Caravaggese per evitare la D. E uno dei protagonisti della rincorsa del Pavia alla salvezza fu Omar Torri: i suoi 9 gol in 12 gare furono decisivi per agguantare lo spareggio. Torri torna domenica al Fortunati, ma da avversario con il suo Lumezzane. «E' un piacere tornare in un posto dove sono stato benissimo – dice l'ex bomber azzurro – con la squadra, con i tifosi, che mi hanno sempre sostenuto tantissimo, con la società. Ricordo ancora l'ultimo giorno, quello della festa per la salvezza: fu sudata, ma alla fine una bel traguardo raggiunto». Quella di Pavia è stata anche la stagione (o meglio metà stagione, visto che arrivò a gennaio) del rilancio: l'anno successivo in C1 a Monza Torri si confermò (12 reti) nella categoria superiore, per poi salire in B all'Albinoleffe e fare un ulteriore salto di qualità (6 reti il primo anno, pur giocando poco, e 11 l'anno successivo). In quel Pavia della stagione 2007-2008, oltre a Benny Carbone, c'era un certo Emanuele Giaccherini, oggi in Nazionale. «Già allora lasciava intravedere qualità sopra la norma – racconta Torri – lo incontrai di nuovo la stagione successiva in C1, e lui faticò a imporsi perché all'inizio nel Cesena non aveva molto spazio. Sono felice per lui perché è arrivato dove tutti sognano di arrivare. Se lo è meritato». Per Torri, invece, l'ascesa della carriera ha subito uno stop la scorsa stagione, la terza all'Albinoleffe: «E' stata un'annata disgraziata, ho giocato poco e le cose sono andate male a tutti i livelli – racconta Torri – una stagione da cancellare al più presto e per questo ho voluto rimettermi in gioco». Invece l'annata migliore della sua carriera, la seconda ad Albino (2010-2011), si era aperta con una tragedia per l'attaccante trentenne di Trescore Balneario: la morte del fratello Juri in un incidente stradale, dopo che già i genitori avevano perso la vita allo stesso modo qualche anno prima. «La mia famiglia mi aiutò molto a superare quel lutto ma anche il calcio, i compagni di squadra, e il progressivo tornare alle piccole cose della vita». Già quando era a Pavia, Omar Torri aveva il piccolo Alessandro, che ora ha 7 anni. Poi è nata anche Matilde, 3 anni. «Sono loro il mio motore», dice l'attaccante bergamasco. Che in estate, dopo l'Albinoleffe, ha avuto diverse richieste: «Ma il programma del Lumezzane mi è piaciuto, e poi preferivo non allontanarmi da casa». Il Lumezzane, che arriva domenica al Fortunati, al di là del solo punto in classifica è considerato una delle outsider. «Ci sono giovani interessantissimi – conferma Torri, già in gol alla prima di campionato – e poi i "vecchietti": Marcolini, Mandelli e io. Abbiamo fatto solo un punto in 2 gare ma per come abbiamo giocato ne meritavamo dai 4 ai 6». Dalla stagione col Pavia come è cambiato? «Ho tanta esperienza in più, e quella conta. Sono migliorato un po' in tutto, ma guai a fermarsi». L'idolo del passato, Van Basten, ha lasciato il posto a bomber made in Italy. «Mi piaceva tantissimo Toni, era devastante, e ora Pazzini e Gilardino, centravanti d'area come me». ©RIPRODUZIONE RISERVATA