20 agosto 2012 —
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sezione: Nazionale
PAVIA «La gente lungo il Ticino è calata rispetto agli anni passati, durante la settimana solo pochi affezionati popolano le sponde del fiume»: sono le parole di Luca, titolare del ristorante la Casa sul Fiume, che spiega come le persone potrebbero essere molto più numerose se le rive fossero curate in modo adeguato e venissero forniti servizi basilari come punti di ristoro o fontanelle e docce dove poter rinfrescarsi. «I frequentatori assidui della zona si sono addirittura autosovvenzionati per poter provvedere al taglio dell’erba, solo ora la situazione è accettabile», aggiunge Luca. La sua analisi è confermata da una coppia di Pavia, sulla sponda del fiume nella zona di S. Lanfranco: «L’area non è curata in maniera adeguata, non ci sono nemmeno i contenitori per l’immondizia». La coppia ha partecipato alla colletta per tagliare le erbacce. «Da quando abbiamo chiuso non esiste più alcun punto dove chi è di passaggio o vuole fermarsi a prendere il sole lungo le rive ha la possibilità di ristorarsi», spiega Roberto, ex titolare del bar Trieste che ha cessato la sua attività nel 2005 dopo oltre vent’anni. All’uscita del barcone restano appese vecchie fotografie in bianco e nero che immortalano sponde popolate da centinaia di persone. La signora Paola con un velo di malinconia si augura che «le cose possano cambiare e le rive del fiume azzurro possano tornare ad essere un affollato luogo d’incontro». Luca Drisaldi