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di Vindice Lecis wROMA «Un politico guarda alle prossime elezioni, uno statista alle prossime generazioni». Una frase degasperiana affidata all’agenzia Itar-Tass dal presidente del Consiglio Mario Monti ha inaugurato la visita ufficiale di due giorni in Russia dove firmerà importanti accordi di cooperazione economica. In queste stese ore si addensano nubi fosche sulla permanenza della Grecia nell’euro. Un’indiscrezione dello Spiegel dà per scontata l’incapacità di Atene di onorare gli impegni e la volontà del Fmi di bloccare gli aiuti. Con la Germania che fa ben comprendere di aspettarsi questa soluzione ma di non preoccuparsi. Monti da ieri è in Russia. Una visita intensa, cominciata con l’incontro a Mosca col primate della chiesa ortodossa russa, il patriarca Kirill I, che proseguirà oggi col suo omologo Medvedev e, a Sochi, col presidente Putin. Monti attende con una certa apprensione il verdetto odierno dei mercati e la sua frase mutuata da De Gasperi serve per esorcizzare le voci di fine anticipata della legislatura e di voto anticipato. Visita politica e d’affari dunque per promuovere la partnership tra l’Italia e la Russia non solo sul versante energetico. Ieri Monti ha cenato con i principali esponenti del mondo imprenditoriale italiano operante in Russia. Presenti, tra gli altri, Scaroni (Eni), Conti (Enel), Orsi (Finmeccanica), Sarmi (Poste), Rocca (Techint) e molti altri. Una chiamata a raccolta perchè oggi Monti con Medvedev siglerà un significativo pacchetto di accordi: esplorazioni nel settore energetico, collaborazioni in quello postale, realizzazione di impianti sportivi e di depurazione dell’aria, finanziamenti comuni per l’internazionalizzazione delle imprese e, perfino, una cooperazione per un cluster turistico nel Caucaso del Nord. Oggi ci sarà il nuovo esame dei mercati che hanno dimostrato di non credere sino in fondo all’Italia e alle sue riforme. Ma per il governo comincia un periodo impegnativo. A partire dall’approvazione dei decreti per chiudere entro il 2 agosto sia la complessa partita della spending review (la revisione della spesa fatta di tagli e risparmi nel settore pubblico) con il voto di fiducia, sia del dl sullo sviluppo. Scadenze che Monti considera decisive per potersi presentare ai mercati finanziari con un nuovo pacchetto di provvedimenti approvati. E di poter dunque contrastare l’altalena dello spread (il differenziale tra Bpt e Bund tedeschi), per non dover chiedere l’aiuto europeo. Rischia intanto di riaprirsi il capitolo Grecia. Il Fondo monetario internazionale vorrebbe bloccare gli aiuti economici ad Atene, secondo quanto riporta lo Spiegel. Per il giornale tedesco, alti esponenti del Fmi hanno già comunicato questa intenzione alle autorità di Bruxelles con la conseguenza di un fallimento di Atene a settembre. «Non sappiamo da dove vengano queste informazioni dello Spiegel» su cui «non facciamo commenti» replica il portavoce del commissario europeo Olli Rehn. La nuova missione della troika incaricata di valutare la situazione di Atene (Fmi, Ue e Bce) non si è ancora messa in marcia e deve partire martedì 24. Secondo lo Spiegel nel caso in cui ad Atene venisse concesso più tempo, ciò causerebbe un esborso maggiore degli aiuti compreso tra 10 e 50 miliardi di euro che molti Paesi non sono disposti ad accollarsi. Per il giornale un’uscita della Grecia dall’euro sarebbe però controllabile. Ed è anche l’opinione del ministro dell’Economia Philipp Roeslerr secondo il quale la permanenza della Grecia nell’euro potrebbe avere i giorni contati. Una sua uscita non spaventa più di tanto la Germania. Per il ministro «se la Grecia non rispetta i suoi impegni» allora «non ci possono essere ulteriori pagamenti». ©RIPRODUZIONE RISERVATA