ARCHIVIO la Provincia Pavese dal 2003

Pochi fuori corso e un posto di lavoro a 3 anni dalla laurea

Il finanziamento meritocratico, che dovrebbe distribuire le risorse statali in base ai risultati ottenuti, è ancora in gestazione. E così i numeri sulla carta sono diversi da quelli realmente concessi. Per un meccanismo da perfezionare accade che Pavia “perde” 16,3 milioni di euro di fondi tra quelli teorici (142) e quelli effettivi (125,8). Ed è il 7° ateneo “sottofinanziato” dopo Bologna, Torino e MIlano, Statale di Milano, Padova e Roma Topr Vergata. I “sovrafinanziati”: Salerno, Napoli, Roma Tre, Bari. PAVIA Tre dei parametri della graduatoria sono dedicati alla ricerca e al reperimento di fondi per finanziarla. Sia con progetti nazionali sia internazionali, sia con fondi statali sia esterni. Un docente pavese su tre ha partecipato con successo a bandi Prin e Firb. Un dato che piazza l’ateneo pavese al 16° posto, sotto il politecnico di Milano e sopra Milano Bicocca. La quota di fondi che provengono da enti esterni è invece dell’80,3% sul totale dei finanziamenti a disposizione. Un 17° posto su 58. «Pavia occupa posizioni confrontabili con quelle dei maggiori atenei storici sia per il numero di docenti di ruolo che hanno ottenuto un giudizio positivo su Prin d'ateneo, sia per disponibilità economica per la ricerca scientifica per docente, sia per entrate da enti esterni» commentano in Università. Ci sono tuttavia ancora dei limiti nella distribuzione delle risorse statali. La ripartizione per merito rimane ancora teorica. Con i criteri attuali un terzo dei fondi viene assegnato in base ai risultati ottenuti nella didattica, il resto in base alle performances della ricerca. Ma su questo dato hanno ancora un peso, nelle “pagelle”, le valutazioni risalenti al 2001-2003. Da aggiornare. Risulta inoltre penalizzante la “tutela” dei poli meno efficienti. di Maria Grazia Piccaluga wPAVIA Non solo ci si laurea in corso, ma al termine degli studi il 79,4% degli studenti trova un’occupazione entro i tre anni successivi. Due indicatori di peso che hanno fatto scalare all’Università di Pavia ben quattro posizioni nella classifica generale degli atenei italiani di eccellenza che il Sole 24 Ore elabora ogni anno. L’Alma Ticinensis si piazza al quarto posto, nella graduatoria dei 58 atenei statali, dominata anche questa volta dai politecnici: quello di Milano svetta al primo posto seguito a breve distanza dal politecnico di Torino e dall’Università di Modena e Reggio. Poi, sul quarto gradino, sale Pavia, a ridosso del podio. «Un ottimo risultato e una conferma importante del lavoro che collegialmente stiamo svolgendo – commenta il rettore Angiolino Stella – La classifica del Sole 24 ore anche quest'anno premia i politecnici ma fra gli atenei pluridisciplinari, Pavia, lavorando con impegno, ha guadagnato quattro posizioni, piazzandosi davanti a Trento, udine, Ferrara, Venezia, oltre che ai mega atenei come Bologna, Padova, Milano statale e Firenze. Siamo un unicum per il nostro campus con i collegi di merito, borse di studio, strutture per lo sport e una presenza crescente di studenti stranieri. Questa classifica ci valorizza, rendendoci interessanti per i giovani che devono fare una scelta». In cima ai 14 atenei non statali ci sono la Bocconi e il San Raffaele di Milano. Terza la Luiss di Roma. Dieci le tappe di valutazione del Sole 24 Ore attraverso le quali sono passati tutti gli atenei italiani. Al primo classificato sono stati assegnati mille punti, agli altri a scalare. Pavia ne ha racimolati 754. Grazie alla “puntualità” dei suoi studenti, investendo molto per ridurre il numero dei fuori corso, Pavia ha addirittura conquistato il terzo posto della classifica parziale sui tempi. Nell’anno solare 2010 il 51,6% dei laureandi ha discusso la tesi con successo entro i tempi previsti. E sempre nel 2010 (anno preso in esame dall’indagine) i suoi studenti hanno ottenuto il 52,5% dei crediti messi a disposizione. Con il campus e i suoi 16 collegi universitari Pavia si conferma una sede di buona attrazzione tanto che nell’anno accademico 20120-11 il 40,6% dei suoi immatricolati proveniva da fuori regione e una discreta quota era straniero. Certo, rimane un 13% che non supera lo scoglio del primo anno, ma per trovare Pavia bisogna scorrere il dito sull graduatoria e fermarsi più giù, al 20° posto. «Merito questo sia dell’offerta formativa sia dei programmi di orientamento che affiancano i giovani durante tutto il percorso di studi» riflettono in rettorato. ©RIPRODUZIONE RISERVATA