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Gestore di night assassinato, 4 arresti

TORTONA Sono stati individuati ed arrestati dai carabinieri della compagnia di Tortona i presunti autori dell’omicidio del tortonese Giuseppe Pulerà avvenuto il 13 maggio scorso in via Brigata. Si tratta di due italiani e di due ecuadoregni, uno dei quali considerato l’autore materiale del delitto, gli altri i complici. In manette sono finiti Jorge Josè Ochoa Yunga, 24 anni, nato in Ecuador residente a Seveso in provincia di Milano (è stato fermato all’aeroporto di Milano Malpensa); Ivan Selman, 31 anni, residente a Limbiate, in provincia di Milano, con precedenti penali per reati contro il patrimonio, fermato proprio al suo paese; Salvatore Cavaliere, residente a Cogliate, in provincia di Milano, manovale, con precedenti legati alla droga, e Pietro Conforti, 41 anni, residente a Bovisio Masciago (Monza), imprenditore edile, con precedenti per reati contro la persona, fermato a casa propria mentre stava cercando di scappare. E’ quest’ultimo, secondo l’accusa, l’autore materiale dell’omicidio. La comunicazione dell’arresto dell’esecutore materiale dell’omicidio e dei suoi tre complici, tutti in carcere, per concorso in omicidio a scopo di rapina, lesioni personali e porto abusivo di armi, è stata effettuata durante una conferenza stampa tenuta dal procuratore della Repubblica di Tortona, Bruno Rapetti, che si è svolta ieri mattina al comando provinciale dei carabinieri di Alessandria, alla presenza del colonnello Marcello Bergamini e del vice comandante della compagnia di Tortona, Mario Giardino. Secondo quanto accertato, Pulerà è stato assassinato a scopo di rapina: era stato affrontato dai quattro quando si trovava sulla sua auto, e quando stava per togliersi la cintura di sicurezza è stato colpito perchè l’assassino pensava volesse prendere un’arma nascosta dietro la schiena. Un’indagine che si è conclusa in neppure 50 giorni grazie al lavoro scrupoloso dei carabinieri di Alessandria e Tortona, che, unita ai mezzi tecnologici (videocamere ed intercettazioni telefoniche) hanno subito ristretto il campo dei sospettati. La prima cosa che hanno fatto i carabinieri è stato visionare le immagini delle telecamere a circuito chiuso sistemate nella zona e nei pressi di corso Alessandria. Gli uomini dell’Arma hanno scoperto che la Golf stava seguendo il furgone già da tempo. Grazie ad un fotogramma, nei giorni successivi al fatto sono riusciti ad individuare la targa dell’auto. Altro elemento importante nelle indagini, che ha permesso l’identificazione dei presunti colpevoli, i controlli dei telefoni cellulari dei familiari e degli amici dei proprietari della Golf. E’ così emerso, che il figlio della donna, cioè José Yunga Ochoa insieme agli altri tre arrestati si trovava a Tortona proprio nel momento dell’omicidio. Messo alle strette il giovane ecuadoregno ha subito confessato la rapina finita in omicidio sia ai carabinieri che lo torchiavano, sia al procuratore di Tortona. E c’era la conferma che a sparare era stato Pietro Conforti. L’unico dei quattro a conoscere Pulerà era proprio Yunga Ochoa: l’ecuadoregno era solito accompagnare ragazze e modelle al night tortonese, e proprio per questo conosceva le abitudini ed il percorso che effettuava Pulerà. Proprio per evitare di farsi riconoscere durante l’inseguimento del furgone guidava la Golf con il parasole abbassato. Un particolare che è stato determinante ai fini del riconoscimento dell’auto usata per l’agguato. Angelo Bottiroli

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