19 giugno 2012 —
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sezione: Nazionale
MORTARA S'intitola “Percorsi e ricordi” la mostra di Gian Carlo Carena che inaugura oggi alle 18 allo spazio espositivo Civico.17 di Mortara (via Vittorio Emanuele 17). Pavese, architetto di professione e pittore per passione, Gian Carlo Carena espone le sue opere in mostre – personali e collettive – solo da due anni. I primi allestimenti pavesi sono stati la personale “Escursioni” presso la Libreria ''Arte Cardano di Via Cardano (lo scorso settembre 2011) e la collettiva “Vita Campestre” presso il Graal Spazio Arte di Corso Garibaldi (gennaio 2012), a cui si aggiungono il debutto della stessa “Tra sogni e ricordi” alla Galleria Or di Genova (aprile 2012) e due esperienze milanesi, le collettive alla Galleria L'Affiche (febbraio 2012) nell'ambito dell'evento AFF (Affordable Art Fair Milano) e quella alla Galleria D'Ars. L'amore per la pittura di Carena risale al periodo in cui, studente e amico di artisti noti come Pisi e Sollazzi, si divertiva a prendere parte ad occasionali esposizioni, alcune delle quali, già allora, gli valsero dei riconoscimenti. «Pisi e Sollazzi mi dicevano che avrei dovuto dipingere seriamente – dice Carena – ma io, dopo essermi laureato nel 1968 con una tesi progetto sugli insediamenti residenziali, mi sono messo a fare l'architetto e ho continuato a dipingere per diletto, senza esporre». Ed è proprio con la mostra “Percorsi e ricordi” che l'artista-architetto fa il punto sulle opere dipinte in questi anni di “silenziosa” e prolifica produzione. «Nella stessa esposizione convivono nuove esperienze e memorie di uno stile passato – continua Carena - I “ricordi” sono i quadri fatti in precedenza, con influenze di Schiele e Bacon, due pittori che amo molto. I “percorsi” invece sono le opere più recenti e con uno stile più personale e la tecnica prevalente dell'acrilico su tela. Presento tutti i miei soggetti – animali, frutta e fiori sempre ritratti in maniera più evocativa che realistica, stilizzati – su un tavolo che, a volte coperto da una tovaglia colorata, a volte nudo, simboleggia il limite della nostra vita, con un fondo di ironia, unito all'angoscia». Come architetto Gian Carlo Carena ha dato importanti contributi: suoi sono la progettazione del PalaRavizza e lavori di restauro di case e palazzi storici di Pavia che hanno riportato alla luce tesori architettonici nascosti della nostra città. La mostra è aperta fino al 29 giugno. Orari: il lunedì e il giovedì dalle 14.30 alle 18.45; il martedì e il mercoledì dalle 9 alle 12 e dalle 14.30 alle 18.45; il venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 14.30 alle 18.45; il sabato dalle 9 alle 12 e dalle 14.30 alle 18.30. (m. piz.)