16 maggio 2012 —
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sezione: Vigevano
Porta la firma del pm Boccassini l’operazione Tramonto che nel 2007 - con indagini fra Milano, Padova, Trieste e Udine, ha portato in carcere i 12 presunti Br per i quali il 28 maggio è attesa la sentenza. Condannati in primo grado per associazione a delinquere finalizzata al terrorismo, banda armata, detenzione illegale di armi e altri reati, i membri del gruppo - secondo le intercettazioni agli atti - progettavano più attentati: a Pietro Ichino, all’ex dirigente Breda Vito Schirone, alle sedi di SKY TV, Mediaset, Eni e alla villa milanese di Silvio Berlusconi. Leader del gruppo è Alfredo Davanzo (nella foto), 49 anni, uno dei capofila dell’ala Br di Seconda Posizione, nome di battaglia "Antonio". S'è proclamato prigioniero politico. Davanzo, latitante, faceva da tramite tra le cellule italiane e quelle all'estero. Fino al suo rientro clandestino in Italia nel novembre 2006, viveva a Parigi da dove curava l'edizione del giornale «L'aurora». Ideologo del partito è invece Claudio Latino, il "cattivo maestro" che a Padova reclutava giovani studenti. Poi c’è Vincenzo Sisi, 57 anni. Firmatario di un documento contro la Tav, delegato sindacale Filcem, dipendente della Ergom, è stato, in passato, alla Fiat uno degli "autoconvocati del '93", la frangia della Fiom che non si riconosceva nei vertici di allora. Nell'orto di questo sindacalista anonimo la Digos ha dissotterrato un Kalashnikov di produzione slava e documenti sulle Br. In squadra anche il super pregiudicato Salvatore Scivoli, siciliano trapiantato a Torino, che ha trascorso 17 anni in carcere per rapina che durante la prigionia, s'è convertito alla lotta armata. Epoi Bruno Ghirardi, ex appartenente ai Comunisti organizzati per la liberazione del proletariatoe nonchè esperto militare del gruppo.