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Juve, è ancora fuga grazie alla panchina

A 360’ dalla fine del campionato la Juve comanda la serie A con 74 punti, +3 di vantaggio sul Milan secondo, che in realtà sono 4 in quanto, in caso di arrivo a pari punti, sarebbe la Juve a cucirsi sulle maglie il titolo tricolore, in virtù degli scontri diretti, finiti 2-0 per i bianconeri a Torino e 1-1 a Milano. Ma questi 3 punti di vantaggio non devono far dormire sonni del tutto tranquilli. In particolare Conte e Del Piero ricordano bene l’epilogo amaro del campionato 1999-2000. A 4 giornate dal termine i bianconeri avevano +5 sulla Lazio che rosicchiò punto su punto fino a scavalcare i bianconeri ed aggiudicarsi il titolo il 14 maggio. Tecnico allora era Carlo Ancelotti. TORINO «Ci aspettano quattro battaglie per vincere la guerra». Le parole di Mirko Vucinic danno perfettamente l’idea della concentrazione di una Juve lanciata verso il titolo, ma attenta ad evitare scivolate. La prima battaglia andrà in scena a Novara, nell’atteso derby piemontese cui assisterà anche il presidente dell’Uefa, Michel Platini, ex fuoriclasse bianconero di origini novaresi. «Siamo avanti di tre punti - chiosa Vucinic -, dipende solo da noi». Al Piola l’attacco bianconero cambierà ancora: Matri è squalificato e Borriello si candida per una maglia da titolare, così come Quagliarella (favorito), a fianco del montenegrino. La Juve deve ringraziare anche il turn-over fra gli attaccanti. Il tesoro è nascosto (anche) in panchina. Da lì sono arrivati i gol che hanno catapultato i bianconeri di nuovo in testa. Prima Del Piero, con la punizione vincente contro la Lazio, poi Borriello con la stoccata che ha piegato il Cesena. Cambi indovinati, dunque. E non è una novità perché spesso le modifiche apportate da Conte hanno invertito positivamente il trend delle gare dei bianconeri e perché altri 4 punti sono arrivati dalle sostituzioni. In particolare dall’ingresso in campo di Matri. Alessandro a Lecce ha firmato il gol vittoria, prendendo il posto dell’infortunato Quagliarella, e a San Siro è stato decisivo da subentrante nello scontro diretto col Milan di fine febbraio. Dieci punti in tutto dalla panchina per la Juve che non perde un colpo, a testimonianza di come la rotazione degli attaccanti a gara in corso sia uno dei capisaldi vincenti della filosofia del tecnico. Per il peso specifico enorme sulla classifica e per il momento ‘storico’ del campionato, sono le ultime due prodezze, quelle firmate da Del Piero e da Borriello, a risaltare. Una volata così serrata è anche un duello psicologico con l’avversario. E non c’è dubbio che il successo di Cesena, anche per la caparbietà con cui è stato ottenuto, abbia fortificato ulteriormente i ragazzi di Conte. Segnando il primo gol con la maglia della Juventus, Borriello si è tolto un peso e può rappresentare l’arma in più a disposizione di Conte per le ultime quattro gare. Per l’immediato, da qui alla penultima giornata si giocherà ogni tre giorni e ci sarà bisogno di tutti per mantenere il Milan a distanza. E per il futuro, per provare a strappare una riconferma dai dirigenti bianconeri, che finora non sembrava in programma.