di Pier Angelo Vincenzi wPAVIA Sarà il presidente dell’Osservatorio di Pavia Stefano Mosti ad aprire il ciclo di incontri dal titolo “Le strade infinite della comunicazione”. Stasera alle 21, nella sala conferenze Enrico Magenes del collegio universitario Santa Caterina da Siena, in via San Martino 17/B, Mosti, che sarà introdotto dal direttore della Provincia Pavese Pierangela Fiorani, parlerà di “Libertà, pluralismo e garanzie». Ma anche del futuro dei media e dell’annunciato declino della televisione generalista. Eppure Sanremo ha avuto una media di dieci milioni di spettatori. «Credo sia opportuno pensare non più a un pubblico, ma a tanti pubblici con diversi orientamenti culturali, con una diversa capacità di spesa – spiega Mosti – La tv generalista ha risentito, in questi anni, dell’ascesa del digitale terrestre e del satellite che offrono all’utente una possibilità di scelta che era inconcepibile in passato. Fattori come il reddito, l’età, la dimestichezza con la rete avranno un peso sempre maggiore nella determinazione dell’utenza. E’ evidente che per le fasce di popolazione più in là con gli anni non sia sempre facile stare al passo con le evoluzioni tecnologiche. Perché la televisione è sempre più connessa a internet, si pensi, per esempio, alla visione di contenuti su You Tube». D’altronde la personalizzazione del palinsesto è il punto di forza delle piattaforme commerciali più avanzate come Sky o Mediaset Premium. «Si sta assistendo – continua Mosti – a una mutamento della fruizione, almeno negli utenti più sensibili alle novità: un fenomeno che sta interessando in misura più o meno grande tutti i mezzi di informazione. La stessa televisione, che è medium passivo per eccellenza, sta cambiando pelle là dove i contenuti sono sempre più su richiesta. L’utenza, oggi, è anche multitasking: legge il giornale, consulta internet e ascolta la radio contemporaneamente». Nell’incontro di stasera Mosti non potrà non ricordare la missione dell’Osservatorio di Pavia: l’analisi, oggettiva e quindi quantitativa, del pluralismo dei mezzi di informazione. Tra gli effetti collaterali del governo dei tecnici sembra esserci anche un abbassamento dei toni. «I dati di gennaio ci dicono che c’è un sostanziale equilibrio tra Pdl e Pd, il primo al 20 per cento e il secondo al 15, nei telegiornali serali del servizio pubblico. Sono dati che non si discostano molto da quelli del passato. Mentre, anche se non siamo ancora in grado di quantificarli con esattezza, il governo Monti sembra destinato ad avere effetti più significativi sull’informazione Mediaset». Al governo dei tecnici appartiene il ministro Elsa Fornero, che si è detta offesa dall’immagine che la televisione dà delle donne. «Abbiamo svolto una ricerca sulla rappresentazione di genere nei telegiornali del servizio pubblico: rispetto ai tg europei in Italia ci sono più conduttrici, ma le notizie sono fatte più dagli uomini, gli esperti sono perlopiù maschi. I tg tendono a veicolare un’immagine un po’ anacronistica della società, con le donne intervistate soprattutto al mercato. Ma più eclatanti, nei telegiornali italiani, sono le scelte a favore delle notizie leggere: nei tg Rai gli esteri occupano il 6,5 per cento dello spazio contro il 13,5 della media europea», conclude Mosti. L’iniziativa prosegue il 4 aprile (ospite il direttore del Sole 24 Ore Roberto Napoletano) e il 3 maggio (con il giornalista del Corriere della Sera Luigi Accattoli).