Via i primi 50 camper Sea Elnagh, si smonta

Il gruppo Sea, di proprietà del fondo bancario Bridge Point ha acquistato la Elnagh 10 anni fa. Lo stabilimento era a Zibido San Giacomo poi lo spostamento a Trivolzio in un capannone più grande, ma in affitto. Dal 2007 sono cominciati i prepensionamenti e la cassa integrazione, investimenti e debiti. L'azienda è uscita dall'Unione industriali, a settembre 2010 aveva comunque riconfermato il piano industriale 2007 con il mantenimento dei livelli occupazionali dei due stabilimenti (Toscana e Trivolzio). A luglio 2011, però, il gruppo decide di trasferire il magazzino dei ricambi a Cesano Maderno e il 5 dicembre 2011 annuncia la fine della produzione a Trivolzio. Comincia il presidio, durato 75 giorni. Dei 130 dipendenti, una trentina stanno già lavorando. TRIVOLZIO Dall'autostrada si vedono ancora i camper bianchi che punteggiano il cortile della ex Elnagh di Trivolzio, ma qualcosa si muove. E i camper che, per 75 giorni, sono stati al centro della trattativa tra lavoratori lasciati a casa in presidio davanti ai cancelli e azienda stanno piano piano uscendo per raggiungere i clienti. I primi mezzi, dopo circa dieci giorni di stallo, stati caricati sulle bisarche, e finalmente i 50 mezzi già venduti a dicembre sono arrivati a destinazione. Ne restano circa 130, uno più, uno meno, ma anche quelli finiranno in Toscana, dove restano aperti gli impianti di Mobilvetta e Mc Louis. All'interno dello stabilimento della Sea Elnagh in viale dell'Industria alcuni lavoratori sono stati chiamati ad occuparsi dello smantellamento dell'azienda, di svuotare il magazzino, di chiudere tutte le pratiche rimaste aperte. Intanto una delegazione degli operai l'altro giorno è andata a Roma per il corteo della Fiom. Il 13, poi, ci sarà un'assemblea _ forse in azienda, forse ancora nel salone dell'oratorio come l'ultima di due settimane fa _ per spiegare a tutti come fare per usufruire degli anticipi di cassa integrazione mentre si aspetta che la procedura per la cassa straordinaria vada a buon fine. Ci vorrà qualche mese: domani arriva l'ultima busta paga, l'ultimo stipendio, per tutti. «Di camper ne hanno mandati via un bel po' _ spiega Sandro Deiana, rsu Cgil _. Ora i colleghi stanno mettendo a punto anche quelli non finiti. Sono in sei, uno si occupa del magazzino, due della linea e uno dei camion, uno fa le omologazioni e poi c'è il responsabile della sicurezza. Lo stabilimento è in affitto fino ad agosto, ma se si riuscirà a smantellare tutto e a svuotarlo per tempo, sarà chiuso molto prima». I 130 lavoratori della ditta sono in cassa integrazione straordinaria dal 26 febbraio dopo l'accordo del 19 siglato in Regione, in extremis. Appena prima che la Sea, di proprietà del fondo finanziario internazionale Bridge Point portasse a compimento la volontà, manifestata a dicembre, di lasciare tutti a casa. Fino a febbraio dell'anno prossimo i 130 lavoratori che hanno organizzato il presidio più lungo degli ultimi trent'anni in provincia di Pavia avranno diritto agli assegni, da 800 a mille euro, della cassa integrazione straordinaria finalizzata alla chiusura, poi scatterà la mobilità. Ma una decina di lavoratori hanno già scelto la mobilità volontaria, circa cinque hanno trovato un altro lavoro, anche se a tempo determinato, sospendendo tutto per 3 o 4 mesi. «Un'agenzia dilavoro interinale di Pavia mi ha contattato _ spiega Deiana _ dicendo che hanno delle offerte di lavoro, di far pervenire loro una lista di nominatiivi e curriculum vitae- Stiamo stilando un elenco di chi è interessato». E Giancarlo Maggio, Rsu Cisl, aggiunge: «Alcuni hanno scelto la via del trasferimento volontario e sono andati in Toscana, sono cinque impiegati e dirigenti». Gli altri restano in attesa, alla ricerca di un nuovo lavoro. su Twitter @anna_ghezzi ©RIPRODUZIONE RISERVATA