08 marzo 2012 —
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sezione: Nazionale
ROMA Era l’anima del Quartetto Cetra. Era l’unica donna nonchè l’ultima componente del gruppo che con i suoi varietà ha scritto la storia della televisione italiana. Con la morte di Lucia Mannucci, nata a Bologna ma milanese d’adozione, classe 1920, scompare un altro pezzo di un universo artistico-musicale fatto di talento, semplicità e umiltà. Insieme a Virgilio Savona, suo marito, morto tre anni fa, a Felice Chiusano e Tata Giacobetti, Lucia ha intrattenuto l’Italia fin dal dopoguerra. Per decenni popolarissimi in radio, in tv e al cinema, sono stati inutili i ripetuti tentativi di farli tornare sulle scene. Lucia Mannucci si è sempre distinta per il suo stile e la sua discrezione, oltre che per la sua schiettezza: «Vedo solo buoni film - disse in occasione del suo ottantesimo compleanno, nel 2000 - , il resto non mi interessa». I varietà di oggi non mi piacciono proprio, sono gratuitamente volgari, non mi divertono. Sanremo? Cinque giorni sono troppi, una noia mortale, alla fine si sente solo un gran fracasso che si somiglia».