17 febbraio '81: moriva Marangoni

PAVIA Trentuno anni fa moriva a Milano Luigi Marangoni, assassinato da un commando delle Brigate Rosse. Medico pavese, direttore sanitario del policlinico di Milano fu ucciso il 17 febbraio del 1981. A Pavia gli è stata dedicata una via, traversa di via Aselli. Non tutti conoscono la sua storia, la vita spezzata di un uomo che oggi avrebbe 75 anni. Erano le 8.20 del 17 febbraio 1981. Il medico pavese usciva dal garage della sua abitazione a Milano, come tutte le mattine, a bordo della sua automobile per recarsi al lavoro. Appostate, quattro persone armate di mitra e bastoni acuminati bloccano la vettura mentre tre di loro aprono il fuoco crivellando di colpi il corpo di Marangoni prima di fuggire a bordo di un'auto. Nelle vicinanze un funzionario di polizia e il suo autista a bordo di un'auto della polizia con targa civile sono richiamati dagli spari e dopo un breve inseguimento ingaggiano uno scontro a fuoco con i brigatisti senza tuttavia riuscire a fermarli. Il medico agonizzante viene trasportato d'urgenza al policlinico di Milano, lo stesso ospedale di cui era direttore sanitario, dove muore poco dopo. L'omicidio è rivendicato dalle Brigate Rosse, colonna Walter Alasia con una telefonata ad un giornale. Il quotidiano La Repubblica, il giorno dopo, titolò: «Le Br uccidono ancora, massacrato un medico. Da tempo lo minacciavano di morte». Si chiude così tragicamente, a soli 44 anni, la vita e la brillante carriera di Luigi Marangoni nato a Pavia nel 1937, medico e dirigente dell'importante ospedale milanese che lascia la moglie Vanna Bertelè e due figli, Francesca e Matteo. La condanna a morte è arrivata dopo le molte minacce ricevute dal dirigente medico a causa della sua intransigenza nel denunciare con esposti alla magistratura il clima di tensione all'interno dell'ospedale. Infatti il policlinico negli anni di piombo è sempre stato considerato un vero e proprio vivaio dei gruppi eversivi come ha dichiarato non molto tempo fa Prospero Gallinari membro del nucleo storico delle BR: «Un portantino su due se non era brigatista era vicino all'autonomia operaia». Luigi Marangoni è ricordato a Pavia, sua città natale, che già tempo fa gli ha intitolato una via. Mentre a Milano gli è stata dedicata un ala dell'ospedale che dirigeva. Poi, nel marzo dello scorso anno in occasione del trentesimo anniversario della sua morte, è stato organizzato un incontro pubblico a Milano nell'aula magna della clinica Mangiagalli dove in veste di relatore era presente fra gli altri, Francesca Marangoni medico e figlia della vittima e Mario Calabresi giornalista e figlio del commissario Luigi Calabresi, anche lui vittima del terrorismo. Pochi giorni dopo il Comune di Milano ha dedicato a Luigi Marangoni il giardino di piazza Axum situato a pochi passi dallo stadio di San Siro. Massimiliano Scala