«Danze Rom e musica classica per uno spettacolo scatenato»

PAVIA Mescolare la sofisticata canzone d'autore con i ritmi allegri della musica Rom, facendo conoscere le tradizioni di un popolo che della melodia ha fatto la propria ragione di vita. E' ciò che si propone "Strade aperte", il nuovo spettacolo che Roberto Durkovic sta preparando insieme ai suoi "Fantasisti del metrò" e che sta per debuttare a Spaziomusica. Alterneremo le canzoni balcaniche alla musica classica – fa sapere in anteprima il musicista pavese – e arricchiremo il tutto con pennellate di rumba e flamenco. Il nuovo show di Durkovic e compagni si preannuncia come uno dei più colorati della prossima stagione musicale: sul palco ci saranno infatti tutti i musicisti tzigani incontrati quasi 15 anni fa nella metropolitana di Milano e che da allora accompagnano il musicista pavese. Prima di diventare uno spettacolo, "Strade aperte" era un cd (il quinto registrato da Durkovic e dai suoi Fantasisti) in bilico come sempre tra festosità e malinconia, tra cantautorato e virtuosismo. Nato a Pavia ma con sangue praghese nelle vene, Durkovic ha studiato musica classica al Vittadini. Il primo approccio alla discografia arriva nel 1989, quando esce "Come un treno locale". Ma la svolta arriva qualche anno (e qualche disco) dopo, quando Durkovic conosce per caso tre musicisti rumeni. Da quell'incontro in metropolitana nasce il progetto dei "Fantasisti del metrò", che ha portato il musicista pavese a esibirsi perfino in piazza San Pietro davanti a Giovanni Paolo II. Nel nuovo spettacolo con cui Durkovic e i suoi musicisti debutteranno a breve a Spaziomusica si conferma quell'incontro tra sonorità tzigane e cantautorato italiano che da sempre è la cifra del musicista pavese. Durkovic, che cosa può anticipare di "Strade aperte"? Sarà uno spettacolo diviso in tre parti. Nella prima ci saranno brani composti da me e dai Fantasisti, canzoni nate dal viaggio che abbiamo fatto insieme in questi anni. Il sound sarà quello balcanico. Nella seconda parte dello spettacolo sembrerà di assistere a un matrimonio zingaro, una cerimonia scatenata dove la musica la fa da padrona. Quando si celebrano delle nozze Rom, infatti, si inizia a suonare alle sei del pomeriggio e si finisce a mezzogiorno del giorno dopo. Nella terza parte dello spettacolo eseguiremo alcune cover dei classici cantautori italiani come Guccini e De Andrè rielaborate però in chiave gitana. In questo senso lo spettacolo è la diretta continuazione del cd "Strade aperte"che conteneva anche una versione di "Il vecchio e il bambino" di Guccini rielaborata dai Fantasisti. In questa parte conclusiva non mancheranno anche alcuni pezzi di musica classica fortemente influenzati dalle sonorità Rom, come ad esempio le "Danze ungheresi" di Brahms. Da quasi 15 anni lei si esibisce con i musicisti Rom. Che cosa ha capito del loro approccio alla musica? Suonare per strada per i Rom è come andare in ufficio per noi: è il loro lavoro. La musica è fondamentale per la cultura tzigana, dove i bambini sono immersi nelle note fin dalla nascita. E forse è per questo che hanno uno straordinario talento musicale. Gabriele Conta