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Inchiesta Enav, manette per i vertici

di Annalisa D’Aprile wROMA Con tre arresti, perquisizioni in uffici e abitazioni di dirigenti e notifiche di iscrizione nel registro degli indagati arriva ad una nuova svolta l’inchiesta Enav. Coinvolto nelle indagini sui presunti appalti irregolarmente assegnati a Selex dall’Ente nazionale di assistenza al volo, l’amministratore delegato Guido Pugliesi, agli arresti domiciliari con l’accusa di finanziamento illecito ai partiti. In carcere invece, accusati di aver emesso false fatture, sono finiti Manlio Fiore, direttore commerciale di Selex, e Marco Iannilli, il commercialista titolare della Arc Trade, socio delll’ex “consulente globale” di Finmeccanica Lorenzo Cola. Indagati infine, per finanziamento illecito ai partiti anche il “tesoriere” dell’Udc Giuseppe Naro ed il responsabile delle relazioni esterne di Finmeccanica, Lorenzo Borgogni. Per il manager 71enne il pm a capo dell’inchiesta Paolo Ielo aveva chiesto il carcere, negato dal gip della procura capitolina Anna Maria Fattori, che ha firmato l’ordinanza. Insieme agli arresti, è scattato anche il blitz dei carabinieri del Ros che ieri mattina hanno perquisito gli uffici dei dirigenti coinvolti. Gli uomini del Ros sono a caccia di documenti che provino il pagamento di una tangente da 1 milione di euro pagata dall’imprenditore Tommaso Di Lernia, titolare della Print Sistem, interessato ad ottenere l’assegnazione in subappalto di lavori affidati a Selex dall’Enav. Nel mirino del pm Ielo ci sono lavori, tecnici e di opere civili, riguardanti gli aeroporti di Napoli e Palermo. Per gli inquirenti, tra il 2005 ed il 2010, i lavori assegnati a Selex e subappaltati alle società Print System, Arc Trade, Techno Sky, hanno determinato una sovrafatturazione dei costi con l’obiettivo di creare un «surplus» di soldi (fondi neri), redistribuito tra i soggetti coinvolti, compresi alcuni esponenti dell’Enav. Nelle carte si legge: il «sistema di “illegalità” attraverso il quale la gestione degli appalti e dei subappalti garantiva la realizzazione di fondi neri, ed in cui il metodo delle sovrafatturazioni costituiva il meccanismo che consentiva di realizzare le risorse finanziarie impiegate per remunerare coloro che agivano per realizzare il proprio personale interesse, distraeva risorse societarie, con conseguenze di danno la cui gravità è nella natura (pubblica) e nella consistenza economica (in grado di riflettersi sulle sorti dell’economia e della finanza nazionale) delle società coinvolte». In uno dei filoni dell’inchiesta Enav, sono indagati anche il presidente di Finmeccanica, Pier Francesco Guarguaglini e sua moglie Marina Grossi, amministratore delegato di Selex.L’indagine, nelle mani del pm Ielo, ha ripreso vigore dopo la battuta d’arresto segnata dalla decisione del procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo di abbandonare l’inchiesta dopo il clamore suscitato dalla sua partecipazione ad un pranzo con Tremonti e l’allora suo consigliere Marco Milanese, indagato dalla procura di Napoli per la P4. Milanese compare anche in questa inchiesta in riferimento alle presunte irregolarità nella compravendita della sua barca da parte della società Eurotec di Massimo De Cesare che in accordo con Borgognoni, Di Lernia e Cola e con la mediazione di Fabrizio Testa (ex consigliere Enav) avrebbe dato al deputato del Pdl 224mila euro «senza la deliberazione dell’organo sociale competente e senza l’iscrizione della erogazione a bilancio». ©RIPRODUZIONE RISERVATA