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PONTE NIZZA Ingenti danni provocati dai cinghiali nei campi appena seminati, soprattutto quelli di frumento. Purtroppo il fenomeno è dovuto ai terreni asciutti di queste settimane – sottolinea Dante Schiavi, agricoltore di S. Albano – Sul territorio ci sono troppi cinghiali, è un dato di fatto incontrovertibile. Per quanto mi riguarda, circa l'80 per cento dei terreni seminati a frumento è stato danneggiato dalle scorribande notturne dei cinghiali, si puo' pensare a riseminarlo ma poi siamo al punto di prima, nel senso che è facile prevedere altre incursioni. Ezio Lucchelli (Prendomino, località della frazione Trebbiano di Ponte Nizza) osserva: Viene danneggiato in modo particolare soprattutto il frumento che sta germogliando, chiaramente occorre procedere alla riseminatura, con tutti i problemi e gli inconvenienti che ne derivano. Penso che il problema del numero eccessivo di ungulati soprattutto in questo territorio sia eccessivo, ritengo che il discorso vada affrontato in modo diverso da Atc e Provincia, altrimenti i danni per le aziende agricole saranno destinati ad aumentare progressivamente. Paolo Culacciati, vicesindaco di Val di Nizza e attento osservatore e conoscitore dei problemi dell'agricoltura, ritiene che si tratti soprattutto di un fattore tecnico: Sono i terreni asciutti a favorire in gran parte le incursioni di gruppi di cinghiali alla ricerca di cibo per loro particolarmente appetitoso di cui nutrirsi in questo periodo. Sono anch'io d'accordo sul fatto che le problematiche legate alla presenza dei cinghiali siano da affrontare in modo deciso. Il vicesindaco di Ponte Nizza, Aldo Agosti, imprenditore agricolo attivo soprattutto nel settore della frutticoltura, pone l'accento anche sulla questione risarcimento-danni: Ci vorrebbe una procedura più trasparente in questo ambito, chi ha avuto danni in una stagione riesce ad avere qualche contributo dalla Provincia solo un anno dopo, se va bene. C'è da dire anche che le procedure sono andate cambiando, oltre al fatto che le somme a disposizione per i risarcimenti sono piuttosto esigue a livello globale (si parla di 150mila euro all'anno per tutta la provincia di Pavia). Il risarcimento del danno, accertato dopo i controlli dei periti, viene garantito ma solo in modo parziale. Occorrerebbe in qualche modo snellire e rendere più trasparente l'iter burocratico. In questa stagione i danni riguardano le colture nuove, ma in altri periodi dell'anno anche le piante da frutto sono particolarmente colpite. (c.g.)