31 luglio 2011 —
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sezione: Nazionale
ROMA I colleghi che stavano pedalando in gruppo, in bicicletta, lo hanno visto fermarsi e poi accasciarsi all’improvviso. Il giornalista Giuseppe D’Avanzo, una delle firme di spicco di “Repubblica”, autore anche di numerosi libri di denuncia, è morto improvvisamente ieri di infarto nei pressi di Calcata in provincia di Viterbo. Napoletano, 58 anni, laureato in filosofia, dopo aver lavorato al “Corriere della Sera”, nel 2000 era approdato a “La Repubblica”. È stato autore, spesso con i colleghi Attilio Bolzoni e Carlo Bonini, dei principali scoop investigativi nei quali la cronaca nera si è incrociata con la politica, soprattutto estera e militare. Molte le inchieste che lo hanno visto in prima linea. Dal Nigergate alla vicenda Telecom Serbia, al rapimento di Abu Omar, da lui ripetutamente ricollegato a un’attività clandestina della Cia in territorio italiano, ma anche a una operazione congiunta degli americani con il Sismi. Ma anche il caso delle «dieci domande» rivolte al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, scaturite dalle rivelazioni della redazione di Napoli di “Repubblica” sulla partecipazione del premier alla festa di compleanno di Noemi Letizia a Casoria, fino al caso delle «escort di Tarantini». Scrisse le “10 domande” a Berlusconi in un editoriale del 15 maggio 2009, diventate poi uno spazio fisso per quella che è diventata una delle campagne giornalistiche del quotidiano. Nell’aprile scorso, fuori dall’aula del Palazzo di Giustizia di Milano, D’Avanzo aveva chiesto a Silvio Berlusconi, imputato al processo sul caso Mediaset, perchè non avesse reso dichiarazioni ai giudici invece che alla stampa. «Senta Signor Stalin», lo aveva apostrofato il premier. Molti i suoi libri, da Gladio a Riina, alla mafia e al terrorismo internazionale in Italia. Il Presidente Napolitano, in un messaggio di cordoglio alla famiglia sottolinea l’impegno di D’Avanzo «con grande passione nel giornalismo d’inchiesta». «E’ morto il migliore tra di noi» ha commentato nel sito del giornale il direttore di “Repubblica”, Ezio Mauro.