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I file che imbarazzano la Chiesa


 ROMA. Valanga Wikileaks sul Vaticano. I cablogrammi svelano l’irritazione della Santa Sede verso l’Irlanda sui preti pedofili, e quella del cardinal Sodano per le cause contro il Vaticano in Usa.
 Non è un quadro edificante quello che emerge dalle informazioni riservate raccolte dai diplomatici Usa presso la Santa Sede e riferite a Washington. Il Vaticano è stato giudicato poco disponibile a collaborare nell’ambito dell’inchiesta irlandese sugli abusi sessuali da parte di religiosi e ha manifestato resistenza non permettendo ai suoi rappresentanti di testimoniare. La Santa Sede appare seccata con l’Irlanda. «Le richieste della commissione Murphy hanno offeso molti in Vaticano perchè sono state interpretate come un affronto alla sovranità della Santa Sede. I responsabili vaticani sono seccati perchè il governo non ha seguito le procedure standard nella comunicazioni con la Città del Vaticano», si legge nel dispaccio del 26 febbraio del 2010.
 Nel 2002, durante lo scandalo pedofilia che investì il clero americano, Angelo Sodano, allora segretario di Stato, si lamentò con l’ambasciatore Usa presso la Santa Sede, James Nicholson, per la cause intentate contro la Santa Sede. Sodano chiese a Nicholson di aiutare il Vaticano a difendere la sua sovranità lamentando l’aggressività di alcuni procuratori. «Una cosa è citare in giudizio i vescovi, altra cosa è citare in giudizio tutto il Vaticano», le parole di Sodano secondo il New York Times. Pesante anche il giudizio sull’ antisemitismo della Chiesa di Roma. «Malgrado i molti progressi» compiuti sotto il pontificato di Giovanni Paolo II ci sono residui antisemiti nelle relazioni tra il vaticano e gli ebrei». Un cablogramma rivela che un rappresentante della Curia di origini francesi si è lamentato per «il forte interesse americano per l’antisemitismo in Europa» che deriva «dalla smodata influenza degli ebrei nei media e nel governo». Un cablo rivela inoltre il marcato scetticismo di Ratzinger, nel 2004, per l’ingresso della Turchia in Europa.
 Le informative svelano anche la profonda frattura tra il Vaticano e la Chiesa Anglicana, una crisi che ha raggiunto il suo livello più profondo da 150 anni per l’apertura del Papa alla conversione degli anglicani che si oppongono al sacerdozio femminile. Un’apertura che, secondo l’ambasciatore britannico, potrebbe essere «pericolosa» e «provocatoria» e che «potrebbe portare a discriminazioni e anche a violenza contro i cattolici in Gran Bretagna».
 Gli Stati Uniti considerano la Santa Sede una fonte di informazioni importantissima per i suoi contatti che vanno dalla Cina alla Corea del Nord. Ma ritengono «l’influenza vaticana sovrastimata». Ben poco lusinghiero il giudizio sulla Curia. Il cardinale di Stato Tarcisio Bertone è liquidato come uno «yes-man» senza esperienza diplomatica e che parla solo l’italiano. Quanto alla capacità di comunicare la Santa sede sarebbe semplicemente «tecnofoba».
 

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- Maria Berlinguer