ARCHIVIO la Provincia Pavese dal 2003

Fogne fuorilegge, rischio tariffe triplicate


 PAVIA. Depuratori e fognature fuorilegge: si rischiano tariffe triplicate per far fronte alle multe della Corte di Giustizia europea. E nel mucchio ci sono Pavia, Vigevano, Voghera, Broni, Casteggio.
 L’Italia è nei guai. La Lombardia è messa male. La provincia di Pavia, anche se si sta lavorando, è con il fiato sospeso: sono 20 i Comuni pavesi fuorilegge per i depuratori. E’ dal 2005 che gli impianti dovevano essere messi in regola, secondo quanto fissato dalla Ue. Tutti sono scacco. La sanzione europea sarebbe «caricata» sulla Regione che la smisterebbe sull’Ato, l’Autorità di ambito territoriale. Sanzione? Una batosta da bancarotta. Si parte con una multa dai 10 ai 20 milioni per il Comune inadempiente, più altri 200 mila euro (ma la cifra può triplicarsi) per ogni giorno oltre il quale l’impianto, nel frattempo sistemato, non è entrato in funzione. Solo ipotesi? Ieri si è svolto un vertice al ministero dell’Ambiente su questa vicenda. Lo conferma un dirigente tecnico inviato dal pirellone: «Siamo messi molto male, in Lombardia». Alla fine tutto sarà risolto? C’è chi trema. Come il Comune di Gornate Olona nel Varesotto. Lì la Corte di Giustizia potrebbe dare l’esempio di cosa succede. Il Comune è già stato condannato. Agli occhi delle autorità europee, il depuratore mal funzionante ha contribuito a inquinare l’Olona e quindi, alla fine, l’Adriatico e il Mediterraneo. «Si parla di 10 milioni di multa - confida il dirigente regionale - più altri 700 mila euro per ogni giorno di ritardo senza un impianto in regola. E’ una brutta grama. E come Gornate ci sono situazioni identiche, anche nel Pavese». Multa da pagare, più spese per il depuratore da rifare. Se scattasse la mannaia europea triplicherebbero le quote che ogni utente deve versare: da 1,24 euro al metro cubo a 3-4 euro. A Voghera, dove il depuratore è fuori norma così come a Pavia e a Vigevano, si passerebbe per utenze familiari da 20 a 60 euro al trimestre. Ma se il «multone» piombasse su un Comune tra i 5-6 abitanti come è il caso di Vidigulfo o Cava Manara, ogni residente dovrebbe sobbarcarsi almeno 2mila euro di spese. Vallo a spiegare alla gente che dopo anni di depuratori da rifare alla fine si deve pagare. All’Ato Pavia si sta correndo ai ripari. Ma i tempi sono stretti e di fronte c’è baratro politico. Uffici spartani quelli di Ato Pavia in viale Montegrappa: pochi dipendenti guidati dal direttore generale Giampiero Acciaioli. E’ uno degli enti più importanti in provincia. Niente lustrini, sale spoglie. Si lavora. Montagne di pratiche e di lavoro da coordinare. Depuratori e fogne: la provincia di Pavia, forse, è in condizioni meno drammatiche di altre zone. Forse. I lavori sono avviati, ma le banche premono e stanno per porre una questione non marginale: cosa succederà il 31 dicembre? Ieri mattina il presidente di Ato Delio Todeschini insieme al presidente di Pava Acque (la società patrimoniale che convoglia i fondi e paga i mutui) hanno spiegato cosa sta accadendo. Questo: oltre 300 milioni di investimenti programmati sui prossimi 30 anni. Ogni anno si devono pagare 13 milioni di euro di mutui. Cantieri avviati o da avviare. Per sostenere questi oneri presto la quota per il servizio idrico integrato salirà sino 1,80 euro al metro cubo. Sempre meno dei 3-4 euro che vengono ad esempio pagati in Germania. Ma all’Ato c’è apprensione, ora. Entro il 31 dicembre è prevista una svolta nazionale. Il riordino prevede che la Regione potrebbe assegnare alla Provincia il compito di svolgere l’attività di controllo e coordinamento. Ma, per il patto di stabilità la Provincia sarebbe in stallo finanziario. E le banche comincerebbero a dubitare sulle garanzie pubbliche e quindi frenare i finanziamenti. Senza soldi, lavori bloccati. A quel punto potrebbe piombare la super multa europea. Per evitare il tracollo di tante amministrazione la Regione sta valutando l’ipotesi di creare in ogni Provincia aziende speciali in grado di garantire l’attività ora svolta dall’Ato. Corsa contro il tempo. Il Comune di Gornate è lì a ricordare che l’Europa non perdona.
- Fabrizio Guerrini

  • Articoli correlati - GIORNALI LOCALI GRUPPO ESPRESSO
  • Contenuto a pagamento

    la tribuna di Treviso

    Senza Titolo

  • Contenuto a pagamento

    la tribuna di Treviso

    Senza Titolo

  • Contenuto a pagamento

    la tribuna di Treviso

    Senza Titolo

  • + Altri risultati