Comandante Blanchard La difesa del Pavia ha già il suo leader

SALICE TERME. Il suo cognome evoca quello di un generale napoleonico, e in queste prime uscite Leonardo Blanchard, battute a parte, ha guidato davvero da comandante in campo la difesa azzurra dimostrando grande personalità, malgrado i soli 22 anni compiuti lo scorso 6 maggio. Toscano doc di Grosseto lo stesso difensore centrale azzurro sottolinea le sue origini. «Il cognome è francese perché mio nonno era di Limoges - racconta il giovane difensore arrivato in prestito dal Siena - Ma io sono di Grosseto, toscanissimo e lo si sente dall'accento».
Leonardo, dopo esperienze a Poggibonsi e a Sangimignano tra C2 e D, nel 2007 è arrivato a Siena dove è stato aggregato anche alla Prima squadra allora allenata da Mario Beretta. «Sembravo pronto per il debutto in serie A, ero stato chiamato da mister Beretta ma poi purtroppo nei sei mesi di lavoro con la Prima squadra non accadde - racconta Blanchard - L'anno seguente ci fu l'opportunità di farmi giocare in prestito e disputai la stagione da titolare nel Pescina Valle del Giovenco con cui ottenni la promozione dalla Seconda alla Prima Divisione. Con il Siena si decise poi di proseguire l'avventura a Valle del Giovenco dove la società aveva ambizioni che poi però non sono state mantenute tanto che sono arrivati i problemi che l'hanno portata ora a scomparire dal calcio professionistico. Per questo a metà stagione ho cambiato squadra - continua il difensore del Pavia - sono passato al Pergocrema dove ho concluso l'annata, sempre in Prima Divisione».
Blanchard, dunque, arriva a Pavia dopo un'annata da titolare nel campionato che andrà ad affrontare in maglia azzurra non appena il ripescaggio sarà ufficializzato. E da neoazzurro il centrale toscano può raccontare i retroscena della sua calda estate di mercato: «Inizialmente si era parlato della possibilità di giocare in serie B - puntualizza - Avevo un contratto in scadenza a giugno 2011 e alla fine il Siena ha deciso di prolungarmelo per altri 4 anni. Dopo questa operazione mi è stato spiegato che la rosa era in sovrannumero e che quindi anche gente come Reginaldo e Fini erano in partenza e che l'opportunità era di scendere in Prima Divisione per fare un altro anno d'esperienza. Pavia mi è stata presentata - continua il giocatore toscano - come una società seria e che aveva un progetto di lavoro coi giovani, la piazza ideale per continuare la mia crescita come calciatore, i contatti con il direttore sportivo Moreno Zocchi sono stati subito convincenti ed eccomi qui». Le caratteristiche di Blanchard ne fanno un difensore veloce e dall'ottimo calcio. «Sono abbastanza rapido - ammette il centrale del Pavia - E ho anche un buon tiro, per questo mi è sempre piaciuto anche calciare di potenza le punizioni, ma qui c'è Ferretti che le batte decisamente meglio di me».
Prima settimana di lavoro a Salice e subito entusiasmo per l'ambiente trovato? «Si, perché ci sono ragazzi che hanno tanta voglia di fare, oggi lo sappiamo ci mancano un paio di elementi esperti per guidarci nella crescita durante il campionato - ammette Blanchard - La salvezza è l'obiettivo principale, che prima di tutto vogliamo centrare. Poi se i giovani, ben guidati da chi ha più esperienza, faranno bene sono convinto che le soddisfazioni possano arrivare. Il campionato non è scontato, lo dimostra l'esperienza del Varese e noi abbiamo qui Del Sante che quest'avventura l'ha vissuta direttamente. Prima però - ribadisce il difensore - pensiamo alla salvezza, poi si vedrà».

Enrico Venni