La sagra della «schita»

FORTUNAGO. Come da tradizione, la pro loco di Fortunago organizza la sagra della 'schita". L'appuntamento è per questa sera, dalle ore 20.30, nella piazza del Municipio: abili cuoche accoglieranno i golosi con la calda e croccante crêpe preparata secondo l'antica ricetta. Il profumo stuzzica l'appetito e richiama i visitatori che apprezzano la focaccina oltrepadana.
La serata, che sarà animata da musica e balli, vuole unire la cucina semplice e genuina con la fresca atmosfera collinare che caratterizza Fortunago, nominato uno dei borghi più belli d'Italia. Impastata con acqua, farina, strutto e latte, la schita ricorda da lontano il gnocco fritto e la piadina romagnola. Il patrimonio culinario dell'Oltrepo, infatti, risente dell'influenza emiliana e piemontese che ha favorito la diffusione di piatti estranei all'agricoltura locale.
La schita, però, affonda le sue radici nell'Oltrepo pavese da epoca antichissima quando i contadini iniziavano la giornata lavorativa con questa sottile focaccia cotta nello strutto. Un alimento povero e veloce da preparare, dall'alto contenuto energetico per chi doveva lavorare nei campi fino a tarda sera. La schita può essere dolce o salata e farcita con marmellata, nutella o affettati.
La ricetta(tempo di esecuzione 20 minuti): 150g di farina, 2 cucchiai di zucchero (facoltativo), 1 cucchiaio di succo di limone (facoltativo), 2 cucchiai di strutto o olio per friggere, 1 presina di sale fino, 1 uovo (facoltativo), 1 bicchiere di acqua.
Mettete in una terrina farina, sale, uovo e succo di limone: rimestate con la forchetta e aggiungete man mano l'acqua fredda, regolando la quantità in modo che la pastella risulti morbida, ma non liquida. In un tegamino antiaderente scaldate lo strutto o in alternativa l'olio e stendetevi poche cucchiaiate di impasto, pareggiandolo con un cucchiaio. La schita deve risultare il più sottile possibile. Fatela dorare su una superficie e rigiratela, terminando la cottura. Deponetela su carta assorbente per farla asciugare e procedete con la cottura del resto dell'impasto. Una spolverata e servitele calde. La schita può essere preparata anche in versione salata.

Federica Calizzano