23 giugno 2010 —
pagina 11
sezione: Attualità
OLTREPO
Bus, la scure di Arfea
sulle fermate secondarie
Duole segnalare ancora una volta la scarsa lungimiranza e il poco rispetto per lutenza da parte di Arfea, gestore unico del trasporto pubblico in Oltrepo. Da qualche settimana, infatti, Arfea sta valutando di concerto con lamministrazione provinciale dove posizionare le paline segnaletiche per le fermate secondarie, in aggiunta a quelle già installate presso i paesi attraversati. Alcune di queste sono state riposizionate in quanto poste in tratti curvilinei, altre soppresse. Tra queste ultime anche quella lungo la provinciale per Oriolo in località «Teodora».
Questa fermata (presente sin dallistituzione del servizio pubblico di linea con le autolinee Pesci, almeno di 50 anni fa) è posta in uscita da una semicurva cieca per quel che riguarda il traffico diretto verso Voghera, mentre invece per la direzione Pavia la visibilità in quel punto è ottimale, inoltre i mezzi vi trovano unampia banchina ove accostare senza intralcio. In realtà, basterebbe spostare la fermata un centinaio di metri più avanti, allintersezione con via Taramelli (fronte civici 139 o 145), per trovare un tratto di strada rettilineo e ampie piazzole su ambo i lati della carreggiata ove i mezzi possono senzaltro accostare.
Questa fermata è stata lultima a capitolare sotto la scure di Arfea che, in barba a quanto espressamente disposto dal capitolato desercizio, ne sta facendo sommaria giustizia, manco gestissero un servizio di treni direttissimi. Con questa sono almeno quattro quelle eliminate nel solo tratto Voghera-Oriolo, quattro chilometri filati senza una sosta. Poniamo ora il caso di una persona anziana, non automunita, residente lungo questi quattro chilometri, che non ha che lautobus a renderla minimamente indipendente per i suoi spostamenti: capirete che per quella persona il termine «servizio pubblico» ha ancora un senso. Per Arfea, evidentemente, no.
Lettera firmata Voghera
DIRITTI
Il caso di Pomigliano
riguarda tutti i lavoratori
Anche se lavoro nel settore del software, ho un contratto da impiegato metalmeccanico e sono iscritto alla Fiom.
In questi anni la Cisl e la Uil (ovvero la Fim e la Uilm) hanno firmato per il mio contratto nazionale dei cattivi rinnovi che non piacevano né a me né al mio sindacato. La Fiom invece ha sempre chiesto che la proposta di rinnovo venisse sottoposta al voto dei lavoratori attraverso un referendum. Cisl e Uil si sono sempre rifiutate: hanno deciso sul mio rinnovo contrattuale senza consultarmi.
Oggi improvvisamente la Cisl e la Uil diventano molto «democratiche» e organizzano in fretta e furia insieme alla Fiat un referendum a Pomigliano per far passare un accordo che peggiora le condizioni di lavoro, viola i diritti garantiti dalla Costituzione e dallo Statuto dei Lavoratori, cerca di trasformare la fabbrica in una caserma.
Questo referendum è un ricatto illegittimo e serve a far arretrare diritti importanti agitando la minaccia della disoccupazione.
La Cgil dovrebbe alzare la voce, difendere la sua Fiom e prenderne esempio. Se passa laccordo Marchionne a Pomigliano, ce lo riproporranno in tutte le aziende. Le conseguenze di quel referendum-ricatto le pagheremo tutti. A Pomigliano ancora una volta Cisl e Uil insieme a Confindustria decidono anche per me.
Si pensi piuttosto a delle alternative con un respiro più ampio, con il coinvolgimento dei lavoratori e smettendola di garantire sempre i profitti di pochi; per esempio: la collettività non avrebbe forse tutto linteresse a confiscare la Fiat e riconvertire lo stabilimento di Pomigliano alla produzione di veicoli innovativi ed ecologici per il trasporto pubblico, volti a superare il modello dellautovettura privata a benzina di cui il mercato mondiale è ormai saturo?
Mauro Vanetti Rifondazione Comunista Pavia
ACCOGLIENZA
I valori e lamicizia
con Franco Vanzati
Vorrei salutare pubblimente lamico Franco Vanzati alla conclusione del suo operato alla Camera del Lavoro di Pavia.
Caro Franco, letta la notizia della conclusione della tua opera in quel di Pavia, volevo ringraziarti per una amicizia e una collaborazione che, al di là dei rapporti diretti, mi sembra doverosa quale riconoscimento di una testimonianza ed un impegno personale di uno stile di vita positivo perché caratterizzato da senso di responsabilità, di accoglienza, di qualità della vita, di solidarietà e giustizia sociale.
Tutti noi abbiamo tratto dalla tua amicizia e dalla tua collaborazione motivi di arricchimento, ciascuno nellambito della propria formazione culturale ed umana.
Credo che i tuoi valori basilari - laccoglienza e la disponibilità verso le persone - generino le sensazioni più belle e, forse, più importanti perché il comunicare con altre persone e mettersi a confronto con loro si ricollega alla lunga tradizione di solidarietà che affonda le radici nella socialità, nellaltruismo e nella generosità.
Purtroppo, ci sarà ancora a lungo il disagio che necessiterà di aiuto, così come rimarranno povertà, sofferenze e solitudini, per cui resteranno situazioni di necessità materiale nelle quali sarà indispensabile un aiuto come quello che hai sempre offerto tu, un aiuto che vada verso una azione di rivendicazione dei diritti e di difesa attiva e concreta; per questo una comunità necessiterà sempre di persone che vadano oltre e facciano più del loro stretto dovere.
Chi ha un certo spessore trova sempre le realtà in cui operare, per cui qualcun altro si arricchirà dei tuoi contributi! In amicizia ti accompagni un saluto ed un sentito sentimento di stima e gratitudine.
Riccardo Rovati presidente provinciale della Acli, Pavia
TIGLI A PAVIA
Le «vecchie signore»
di viale Ludovico il Moro
Poveri tigli di Viale Ludovico il Moro. Loro che da quasi 60 anni spandono ombra e profumi primaverili. Eppure sono bistrattati da tutti: dagli abitanti del quartiere infastiditi dalla loro presenza e trascurati da chi si dovrebbe prendere cura di loro.
Si sa. Gli alberi richiedono manutenzione costante in qualsiasi stagione. E questa è venuta a mancare ultimamente ai tigli in questione. Una deplorevole fioritura, per di più abbondante, si è depositata nel corso delle ultime settimane sui marciapiedi che non sono mai stati puliti e che si sono trasformati di conseguenza in un tappeto sdrucciolevole.
Ma che colpa ne hanno i tigli? Bisognerebbe solo provvedere a pulire con regolarità il viale. Questo invece non avviene.
E il malcontento cresce. Quanto alla loro «drastica potatura» come è stato invocato da più parti ribatterei solo con una domanda di ritorno: «Si maltrattano le vecchie signore?». Allora perchè maltrattare le vecchie piante? E poi ricordo una loro recente potatura risalente all anno scorso che li ha ridotti di molto. Inviterei gli interessati a questo problema ad informarsi presso gli enti competenti.
Alessandra Crotti Pavia
PAVIA
Giovani in piazza Duomo
non bastano le ordinanze
Sono residente in via Parodi, nei pressi di piazza Duomo, da circa 10 anni. Ho 46 anni e lavoro come impiegato a Milano. Sovente lavoro fino a tarda sera e mi capita di rincasare intorno alle 23. Ho deciso di scrivere per lamentarmi di una situazione come quella della piazza Duomo di Pavia che ho visto spesso allonore delle cronache. Ho visto decine di lettere di lamentele e articoli con parole forti sulle prime pagine del giornale. Dal mio punto di vista però nessuna iniziativa è stata presa dallamministrazione per risolvere il contenzioso. Più di una volta ho potuto osservare decine di giovani sui gradini a godersi la serata e senza fare nulla di male. Comprendo il fastidio che i giovani potrebbero arrecare a residenti come me stanchi di una giornata di lavoro e desiderosi di riposo, ma comprendo anche lesigenza dei ragazzi ad uscire a godersi le serate estive in compagnia e chiedo ai miei concittadini di essere comprensivi e di ricordarsi di quando in passato erano loro ad essere giovani e vivaci.
Sulla sporcizia invece non sono comprensivo. Forse i giovani sono poco educati, ma sicuramente il Comune è responsabile per la totale mancanza di cestini in centro; quelli esistenti sono stracolmi e rari come oasi in un deserto (solo 2 in tutta piazza Duomo), la raccolta differenziata è un miraggio. Chiedo che prima di emanare nuove regole e ordinanze si punti a fornire i giovani degli strumenti necessari per rendere «sostenibile» una loro presenza in città.
Martino Ferrari Pavia
POLITICA
Intercettazioni da oscurare
Chi vuole nascondersi?
Mi viene una domanda ineludibile: perchè i cittadini onesti dovrebbero aver paura delle intercettazioni da parte della magistratura?
LAssociazione magistrati ha dichiarato che nel 2009 sono stati intercettati 120.000 cittadini (su 60 milioni), quindi un numero risibile. Se uno non ha niente da nascondere perchè dovrebbe preoccuparsi?
Andavano regolamentate e basta. O è una scusa per imbavagliare linformazione sia televisiva, sia giornalistica, come nelle peggiori dittature (fascismo e comunismo)?
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Giorgio Veronesi / Pavia