CERVESINA. «E ora che si pensi a un brevetto mondiale per il marchio del Cruasé».
Gianni Zonin, che sta al vino italiano come la famiglia Agnelli sta alle auto, non ha dubbi. Ha lasciato il suo quartier generale nel Vicentino per calarsi ieri mattina a Cervesina, al Castello di San Gaudenzio. Occasione, un rapido e intenso meeting voluto dal Consorzio di tutela sullo stato dellarte dello spumante in rosa targato Docg. Convocati dal presidente
Paolo Massone, tutti gli spumantisti oltrepadani. Con loro operatori del settore e giornalisti. Domanda: ma il Cruasé può essere davvero una sfida alla crisi del mercato dei calici di qualità? Zonin dice convinto di sì. Da anni opera in Oltrepo, dopo aver saggiato da imprenditore al top i vigneti di tutta Italia. Loccasione è ulteriormente propizia. La sua azienda può farsi forte della super «medaglia doro» vinta di recente al Vinitaly. A Verona il premio più importante dellintera rassegna è stato, infatti, assegnato allOltrenero Zonin, proprio un bollicine rosa prodotto dalla Tenuta «Il Bosco» di Zenevredo situata in Oltrepo orientale. Il cuore dellimpero è nero Pinot. «LOltrepo - dice al microfono Gianni Zonin, presente con il figlio Domenico - deve diventare la Borgogna dItalia, proprio per il suo Pinot nero. Deve partire da qui la riscossa dellOltrepo. Uso il termine riscossa, non a caso». Zonin, dopo averlo ripetuto alle telecamere, rafforza il concetto. «Brevetto mondiale per il Cruasé, un marchio che dev essere appannaggio solo dei soci del Consorzio». Zonin detta la linea e può farlo. E voce che conta. La platea lo ascolta, e discute. La strada è segnata. Ma non del tutto, tra distinguo e possibili correzioni di rotta.
Livio Cagnoni, presidente di Ascovilo e direttore della Cantina Broni-Casteggio, esalta il Pinot nero dOltrepo, ma ricorda che «purtroppo è maggiormente destinato alla lavorazione in rosso che alle bollicine».
Fabrizio Maria Marzi, direttore di Travaglino, vede per lo spumante rosa una terza via. «Non facciamone un prodotto delite - osserva - Io lo immagino come un vino pop, slegato dalle tradizionali logiche dei brindisi delle feste».
Spigliato e aggressivo oltre che Docg, cè chi lo vuole così, il Cruasé. «Attenzione, però, a non proporlo a prezzi troppo bassi», ammonisce poco dopo
Giacomo De Ghislanzoni, presidente della Camera di commercio. Lex deputato lancia la sua mozione daffetti dopo aver sentito dallassessore allAgricoltura della Provincia,
Mario Anselmi, che lente camerale sta finalmente voltando pagina («Avevo forti riserve sulle passate commissioni della Doc»). Per De Ghislanzoni lOltrepo è ancora poco propenso al gioco di squadra. «Come Camera di commercio ci stiamo impegnando su tanti campi - afferma lex presidente provinciale di Unione Agricoltori - a partire dallAutunno pavese. Vorrei vedere la prossima edizione più aziende del vino. Sono stufo di vedere stand di zanzariere accanto ai prodotti locali. Lo dico chiaro: non presentarsi alla rassegna provinciale vale come una diserzione di fronte al nemico». Sfide, promesse. Volontà di provarci. Tutti daccordo? In sala cè chi sta ad ascoltare.
Corrado Cavallo, direttore della Cantina La Versa (il colosso spumantistico pavese) a fine incontro non pare entusiasta. «Grandi impegni - osserva - io resto però convinto che lOltrepo farà davvero la voce grossa sul mercato quando riuscirà a imbottigliare in loco tutto ciò che produce». Lo spumante insomma è orgogliosamente rosa. Ma con le sue spine.
IL PRESIDENTE MASSONE
«Il progetto sta crescendo»
Paolo Massone, presidente del Consorzio di tutela, non produce spumanti nella sua azienda. «Ma sta arrivando il momento di iniziare a pensarci - dice - Il progetto Cruasé deve stimolare la voglia di migliorare di tutto lOltrepo pavese. Ci si deve credere. Lo stanno facendo 30 aziende. Ma devono essere molte di più, per dare maggior forza al progetto». Insieme al direttore Carlo Alberto Panont, Massone ha voluto fortemente lincontro di ieri mattina. «Dobbiamo confrontarci tra noi - osserva - dobbiamo far crescere un marchio con tutto il territorio». Durante il convegno il presidente del Consorzio ha evidenziato un altro dato: «Ho parlato con i vivaisti. Ebbene il 70 per cento di barbatelle richieste riguarda il pinot nero».
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Fabrizio Guerrini