MIRADOLO TERME. Dopo un anno dalla costituzione del parco il progetto procede a rilento e Miradolo è in ritardo. Il Parco della Collina di San Colombano è stato costituito il 22 marzo 2009 alla presenza dei sindaci dei cinque comuni aderenti, San Colombano al Lambro, Miradolo Terme, Inverno e Monteleone, Graffignana e SantAngelo Lodigiano. Sono state tracciate le linee per lo sviluppo di un parco considerato utile strumento di valorizzazione del territorio, anche per il turismo della zona, lunica collina di produzione dei vini San Colombano doc.
Ma si procede a rilento. Colpa della crisi, del patto di stabilità, del coinvolgimento di ben tre province che rende macchinosa lorganizzazione. Lente capofila è il comune di San Colombano al Lambro che ha competenza su circa il 50% del parco e ha già prodotto molta documentazione, tra cui mappe particolareggiate, studi di fattibilità, percorsi ciclabili in fase di completamento, brochure informative, un sito internet. Poi cè Miradolo Terme che con il suo 40% si attesta come secondo comune per estensione territoriale. Ed è proprio da Miradolo Terme che si denota una certa lentezza nellattuare i protocolli dintesa, già firmati. Manca un piano degli interventi per la fruizione del parco collinare e progetti concreti di sviluppo. Dice Corrado Ricci, responsabile Parco del comune di San Colombano: «A tutti i comuni abbiamo messo a disposizione le nostre linee guida per sviluppare un piano degli interventi anche a livello urbanistico e per la fruizione del parco, penso alla cartellonistica, alla sistemazione dei sentieri, allidentificazione di punti per ristoro e di sosta. Attendiamo che agiscano in questo senso. Solo dopo - aggiunge Ricci - potremmo proseguire in modo concreto e far decollare il Parco». (m.sca.)