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Belgioioso, nuovo ospedale

 BELGIOIOSO. Un nuovo ospedale a Belgioioso che va potenziato, una struttura sanitaria che meglio sappia rispondere alle esigenze mediche e assistenziali. L’ipotesi, in fase di valutazione, è stata lanciata venerdì sera dai vertici del San Matteo durante la tavola rotonda che si è svolta nella sala consigliare. «Da circa tre mesi stiamo discutendo sull’idea di realizzare una nuova struttura, pensando anche ad una riconversione dell’edificio che ora ospita il presidio». Parole chiare quelle pronunciate dal presidente della Fondazione, Alessandro Moneta che precisa: «Stiamo analizzando i numeri, ma per proseguire nel percorso è necessario il contributo del Comune che deve giocare un ruolo importante. Si tratta infatti di ridisegnare il paese con la realizzazione di nuovi servizi». Parole che catturano l’attenzione del pubblico.
 Il sindaco Fabio Zucca accoglie subito la proposta: «Siamo favorevoli a una nuova collocazione della struttura sanitaria che va rilanciata tenendo conto delle esigenze della Bassa». La sfida è raccolta anche dai Pii Istituti. «Siamo in grado di occupare gli spazi che il San Matteo volesse lasciare», dice il presidente Ugo Dozzio. Ma il futuro dell’ospedale belgioiosino va deciso in tempi rapidi. «Il rischio - afferma Moneta - è che la necessità di razionalizzare le strutture sanitarie cancelli un presidio da sempre punto di riferimento per il territorio. La nostra intenzione è potenziare l’ospedale con funzioni nuove». Nessuna chiusura quindi, piuttosto il rilancio del presidio.
 Il progetto prevede l’incremento delle attività ambulatoriali, il mantenimento del reparto di cure palliative per i malati oncologici, uno dei pochi in Lombardia, l’assistenza per i pazienti dopo la fase acuta. «La struttura deve dare risposte efficaci alle necessità attuali - aggiunge il direttore sanitario Marco Bosio - così vanno potenziati gli ambulatori e valorizzato l’hospice». «A Belgioioso arrivano i pazienti che hanno superato la fase post acuta - interviene Franco Barzizza, direttore del presidio - ma dove troveranno posto gli abitanti della Bassa? Speriamo quindi in uno sviluppo». E l’assessore provinciale Italo Richichi avverte: «Non si può togliere ai pazienti che arrivano da questo bacino la possibilità di usare la struttura. La scelta di individuare posti letto per i post acuti è un’esigenza della Fondazione e non del territorio».
- Stefania Prato /