Marito e moglie uccisi dal monossido


CURA CARPIGNANO.Lei era appoggiata al tavolo della cucina, il marito a pochi passi steso sul pavimento con il telefono in mano nel disperato tentativo di chiedere aiuto. Ma il monossido di carbonio non ha dato scampo a Argente Garioni, un pensionato che aveva 82 anni e alla moglie Anna Mangiarotti di 79 anni. Sono stati stroncati dalle esalazioni uscite tutta la notte dalla caldaia da cucina che serve a scaldare l'acqua. I corpi sono stati trovati dal figlio Ivano che, per entrare nell'abitazione di via Roma nel centro di Cura, ha sfondato la porta. Al Pronto soccorso è finito anche Aldo Mariani di 69 anni, un parente della coppia che è stato tra i primi ad entrare in casa. Ma è stato subito dimesso. L'abitazione è stata sequestrata cosi come la caldaia che, probabilmente, era difettosa. I vigili del fuoco di Pavia e i tecnici dell'Asl hanno aperto un'inchiesta per chiarire la causa precisa della tragedia. Sembra che ci sia stato il pericolo di un'esplosione: la concentrazione di monossido era altissima.
Ecco una prima ricostruzione di una tragedia che ha destato grande emozione a Cura dove Argente Garioni (in paese lo chiamavano Argento) e la moglie Anna erano molto conosciuti. Per anni sono stati titolari di una ditta di demolizione che ha sede alla frazione Prado. Marito e moglie hanno trascorso il lunedi di Pasqua a Ziano Piacentino nella loro vigna. Sono rientrati a casa in serata e sono andati a dormire. Il monossido di carbonio è uscito dalla caldaia da cucina e ha saturato l'ambiente. Un killer silenzioso che non lascia scampo. I due si sonos svegliati, come ogni giorno, verso le 6 del mattino. Probabilmente si sono sentiti subito male. Hanno accusato un fortissimo mal di testa, conati di vomito e si sentivano debolissimi: i classici sintomi da intossicazione da monossido. Si sono trascinati a stento sino in cucina ma non hanno pensato di spalancare porte e finestre. Argente Garioni ha afferrato un'agendina dove teneva i numeri di telefono e ha cercato il numero di qualcuno, forse del figlio Ivano. Ha afferrato il telefono perchè voleva chiedere aiuto ma il gas non gli ha dato il tempo. Lui e la moglie hanno perso i sensi e sono morti in pochi minuti.
Intanto il figlio Ivano, come faceva tutti i giorni, li ha chiamati. Ma il telefono era sempre occupato e cosi è andato in via Roma per capire cosa stava succedendo. Non ha visto i genitori fuori e ha notato la luce della cucina accesa. A questo punto si è reso conto che poteva essere successo qualcosa di molto grave. Li ha chiamati, ha suonato il campanello ma non ha ricevuto risposta. Ha preso una scala, l'ha appoggiata al muro ed è arrivato ad una finestra a quasi due metri di altezza. Ha guardato dentro e ha visto i genitori sdraiati in cucina: sembravano morti. Ivano Garioni non ha perso tempo, ha chiamato il 118 e, intanto, ha sfondato la porta. Si è precipitato in casa, ha afferrato il padre l'ha trascinato verso l'uscita ma era tardi. Marito e moglie non hanno avuto scampo. Sul posto sono intervenuti il personale del 118 e i vigili del fuoco. I pompieri sono entrati in casa con le protezioni e le bombole: la concentrazione di monossido era altissima.

Adriano Agatti