24 febbraio 2010 —
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sezione: Cronaca
VOGHERA. Undici arresti: procura della Repubblica e commissariato di polizia sgominano una gang di calabresi che traffica cocaina in tutto lOltrepo. Ma in tribunale, ieri, è arrivato il «caso precedente» che ha coinvolto decine e decine di consumatori vogheresi e oltrepadani.
Uno dei responsabili dello spaccio alla «Voghera bene», intendendo così persone incensurate e con una professione, è stato condannato a sei anni di carcere: si tratta di Nicola Caccavale, quarantuno anni, residente a Casatisma. Una pena relativamente pesante, di fatto quella richiesta dal pm Ilaria Perinu, che conferma come in questa zona la cocaina, ma anche lhashish, trovino sufficiente clientela da far correre il rischio, concreto, di finire in cella. Per Caccavale (difeso dagli avvocati Fabrizio Gnocchi ed Emanuela Rancati), tuttavia, niente carcere: la grave malattia di cui soffre gli ha evitato la detenzione.
Nicola Caccavale, sposato e separato, una figlia piccola nata quando lui era ancora in carcere, non è un personaggio qualunque nella criminalità pavese. Sarà anche a sua volta tossicodipendente, ma ha contatti in tutta Italia quando si tratta di stupefacenti. In cella ci finisce però per i traffici locali, a Casastisma, per il giro di clienti denarosi che lui e altri tre complici avevano messo in piedi: Massimo Marchitelli, 35 anni, di Broni; Loris Vittori, 38 anni, di Canneto Pavese; e Flamur Sheshi, 35 anni, un albanese che abitava ad Arena Po. A loro, secondo la polizia, si rivolgevano commercianti, liberi professionisti, coniugi in cerca di «emozioni forti» il sabato sera, poi segnalati alla prefettura come consumatori di cocaina. Ma tutto era iniziato con Caccavale nel mirino. Viene tenuto docchio dagli agenti, ha uninfinita serie di precedenti penali. Ben presto gli agenti scoprono che Caccavale è un grosso trafficante, in grado di acquistare a Milano parecchi etti di cocaina a settimana. Una parte la vende in prima persona, il resto la cede ad altri spacciatori locali. Che sia così sembra confermato anche da unindagine della procura di Brescia che dovrebbe andare a conclusione, sotto il profilo di una richiesta a giudizio, il prossimo 3 maggio. Qui si parla di cocaina proveniente dalla Spagna, che poi veniva trasferita nelle zone di Brescia, Bergamo e Rozzano, in provincia di Milano. Qui, a pochi chilometri da Pavia, tre personaggi, a loro volta indagati per traffico di droga, ridistribuivano la cocaina verso Pavia, Genova e, naturalmente, Voghera. Erano anche scattati gli ordini di custodia cautelare: in manette erano finiti Abdelfettah Assili e Azeddine Assili di Castelli Calepio (Bergamo), Nicola Caccavale, appunto, e Vincenza Valenti di Pavia, Gianfranco Del Re di Genova, Raffaele Di Guida e Vincenzo Montrone di Vellezzo Bellini, Mohamed Ezzaouya di Sesto San Giovanni, Donato Grandone e Anna Spera di Rozzano, Jamal Rhila di Romano di Lombardia, Mhamed Sakrani di Milano e Mohamed Darra di Furno (Varese). Montrone, secondo gli inquirenti, curava i rapporti con il loro cliente principale, in Spagna, mentre Di Guida si preoccupava degli acquirenti italiani, tra cui Nicola Caccavale e Valenti, indicati come distributori locali.
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Filiberto Mayda