Marina Spada e la poetessa suicida

PAVIA.Dopo il successo riscosso all'ultima Mostra del cinema di Venezia verrà presentato questa sera alle 21 al Corallo Ritz nell'ambito della rassegna 'Sguardi puri", il film 'Poesia che mi guardi" di Marina Spada, regista originaria della provincia di Pavia. Una pellicola di poesia e sulla poesia, con la ricostruzione della travagliata e breve esistenza di Antonia Pozzi, poetessa morta suicida nel 1938 a 26 anni: una parabola intensa con la quale si confronteranno una quarantenne in crisi e un gruppo di giovani poeti di strada (la regista ha tratto ispirazione dal gruppo pavese H5N1 i cui componenti hanno contribuito alla sceneggiatura). Abbiamo intervistato Marina Spada, che stasera sarà presente in sala.
Come sta andando il film?
«Bene, è in programmazione da fine di novembre al Mexico di Milano ma abbiamo l'interessamento di diverse sale di qualità lombarde, e stiamo anche trattando con una casa editrice per la pubblicazione di un cofanetto libro più dvd. Le critiche sono state ottime e la risposta del pubblico dimostra che sia difficile ma non impossibile fare film di questo tipo».
Il suo film parla di una poetessa ma anche di poesia. Perchè questo argomento?
«Filmare la poesia è stata una grande scommessa, il tempo dirà se l'ho vinta. Ho incontrato l'opera della Pozzi 10 anni fa e me ne sono innamorata: raccontare la sua storia mi è sembrato anche un altro modo per parlare di Milano, la città in cui ora vivo, che è sempre al centro dei miei lavori. Quello che mi ha colpito di questa scrittrice è la capacità - un po' come nei quadri di Frida Kalho - di trasformare la quotidianità della propria vita in arte».
Quali sono i suoi gusti in fatto di poesia?
«Amo la Platt, Saba, Neruda, ma anche Bob Dylan e Patti Smith. I titoli stessi dei miei film sono citazioni poetiche: Forza cani da Balestrini e Come l'ombra dalla Achmatova».
Come si è trovata a lavorare con i ragazzi di H5N1?
«Quando sono andata per la prima volta sul loro sito mi sono sentita lusingata a trovare tra le loro fonti d'ispirazione il mio 'Forza cani", un film che per l'appunto parla di poesia da strada: l'ho letto come un segno del destino. Un incontro che mi ha portato nuove letture e nuovi stimoli: i dialoghi dei tre personaggi di 'Poesia che mi guardi" non sono altro che l'adattamento delle nostre discussioni. E poi sono ragazzi non codificati, si sono addirittura rifiutati di interpretare loro stessi nella mia pellicola».
Il suo prossimo lavoro?
«A primavera inizierò le riprese di 'Metafisica delle scimmie", la storia di una formatrice aziendale. Non posso dire di più, se non che il padre della ragazza vive dalle parti di Pavia, e che intendo girare proprio in territorio pavese». (r.guazz.)