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Il signore delle autostrade


 VOGHERA. A Voghera, il gruppo Gavio aveva legato il proprio nome all’operazione dell’Interporto, mega struttura logistica rimasta sulla carta, e al progetto di produzione energetica fotovoltaica, in società con Asm.
 Tuttavia bastava fare il nome di Marcellino Gavio per associarlo, immediatamente, a un impero industriale nato pochi chilometri al di là del confine tra le provincie di Pavia e Alessandria.
 E’ sufficiente percorrere poca strada per arrivare a “toccare con mano” il peso del gruppo Gavio sulla provincia di Alessandria. Basta arrivare all’interporto di Rivalta Scrivia, uno dei poli logistici più imponenti del Nord Italia. Un uomo dalle molte marce in più, un pioniere delle infrastrutture italiane: ieri era unanime il ricordo di Marcellino Gavio, nato a Tortona nel 1932. Personaggio schivo ai riflettori della ribalta economica nazionale, ma molto determinato e pratico nelle scelte che contavano, era a capo di un gruppo di società autostradali, tra le quali l’autostrada Torino-Milano. Ma non solo. Era anche socio con una piccola quota del patto di Mediobanca (0,08% del capitale) e, con Ligresti e i Benetton, controllava, con quote paritetiche, Igli, la holding cui fa capo Impregilo, la maggiore società di costruzioni italiana. Il Gruppo che controllava non subirà ripercussioni dalla sua morte: la continuità familiare è garantita dal figlio Beniamino e dal nipote Marcello. Gavio ha cominciato la sua attività negli anni Sessanta e, nel corso della sua vita, è anche incappato col suo braccio destro Bruno Binasco in Tangentopoli per cui è stato anche latitante, ma nell’ambito della quale venne assolto. Il suo nome è comparso anche in molte altre vicende giudiziarie con alterne fortune. L’ultimo episodio è il proscioglimento nel settembre scorso nell’ambito della vicenda del tentativo «occulto» di scalata a Bnl da parte di Unipol. All’attività di costruttore ha affiancato poi quella in campo autostradale. Oggi l’omonimo Gruppo è presente in Borsa, oltre che con Sias, con Autostrada Torino Milano, di cui è socio di maggioranza tramite la holding Aurelia. E’ uno dei maggiori concessionari autostradali del nostro Paese e a lui fanno riferimento anche Autostrada Torino-Alessandria-Piacenza, Autostrade Valdostane, Autostrade Torino Ivrea Valle d’Aosta, Autostrada dei Fiori e Autostrada Ligure Toscana. Dopo un blitz nella Milano Serravalle, la società che gestisce le tangenziali milanesi, Gavio ha invece lasciato la partita nel 2005. Il mercato, nel giorno della morte dell’imprenditore, si è lasciato andare alla speculazione sui destini delle società del gruppo e, come accaduto altre volte in occasioni simili, ha scelto di comprare. Autostrade Torino-Milano è salita del 3,34% a 9,59 mentre Sias ha guadagnato il 2,50% a 6,14. Bene anche Impregilo (+3,02% a 2,47). Tornando alle cronache locali, il cognome Gavio era stato riportato lo scorso mese di aprile, purtroppo in occasione della morte di Pietro Gavio, fratello di Marcellino. Scomparso a 75 anni, Pietro Gavio era anch’egli imprenditore nel settore edile e dei trasporti. Ai suoi funerali, celebrati a Castelnuovo, avevano preso parte olre tremila persone e alcuni nomi eccellenti dell’imprenditoria. Ma di Marcellino Gavio si era parlato anche in occasioni meno luttuose. Anzi, pochi mesi fa il nome dell’imprenditore era stato accostato a un passaggio di quote dalla famiglia Sensi nell’ambito della società calcistica della Roma. E quando venivano pubblicati i volumi d’affari delle società sul territorio, quelle che facevano capo al gruppo Gavio occupavano invariabilmente i primi posti.
- Fabrizio Merli