14 ottobre 2009 —
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sezione: Cronaca
GARLASCO. La Prevosta chiude per amianto. LAsl di Pavia ha chiesto al Comune di far smantellare il tetto della casotta frequentata per la presunta acqua curativa. A monte un esposto dei residenti di via Cà Bassa, alle Bozzole. Ora tocca al sindaco fare propria la segnalazione ordinando a Pignatti di intervenire. Ieri lAsl ha inviato la nota ufficiale al Comune e al prefetto.
A fronte dellesposto degli abitanti, il Servizio igiene e sanità pubblica ha accertato «lo stato di degrado e antigienicità del cortile». Lastre di amianto sul tetto, si legge nel documento, «baracche e coperture precarie, rottami ferrosi, bidoni di plastica, fusti metallici, cataste di legno, bottiglie di vetro, pezzi di tubazioni, materiale di scarto».
Dunque, materiale nocivo da rimuovere - lamianto - e rifiuti da sgomberare in considerazione dellafflusso dei visitatori. Pare a questo punto inevitabile la chiusura dellarea per il tempo almeno necessario a completare il ripristino. Pignatti, l80enne vigevanese gestore dalla cascina, ieri ha però fatto sapere di non avere intenzione di sbarrare laccesso al pubblico. «Mi adeguo alle disposizioni - ha dichiarato - , ma non chiudo nemmeno un minuto, voglio che le persone possano continuare a venire qui». Con quale tempestività far ripulire la zona dipende dal sindaco Spialtini. Che, secondo quanto hanno spiegato dallAsl di Pavia, ha di fronte a sé due strade: la sollecitazione formale o lordinanza sindacale con carattere di urgenza. Spialtini sembra orientato a evitare la seconda via. «Stiamo valutando - ha precisato il primo cittadino - : nellimmediato solleciteremo allosservanza delle regole, un qualcosa di più di un invito, questo è certo». La Prevosta si trova in aperta campagna, oltre la strada provinciale. Il caso è esploso a fine giugno, con un picco la prima domenica di luglio: allora si stimarono 2000 persone in pellegrinaggio verso lacqua per alcuni miracolosa, per altri curativa, per lAsl di Pavia non potabile a causa di una concentrazione di bentazone tre volte superiore alla norma. Dopo agosto laffluenza è calata. Ma i dieci residenti non hanno smesso di denunciare disagi e problemi di convivenza con un flusso di visitatori continuo e instancabile, in alcuni casi persino notturno. Da loro è scattata la denuncia allAsl sulle condizioni igieniche della zona. La fonte si trova in mezzo ai campi di riso, sul fianco della baracca di Pignatti che è raggiungibile in macchina fino al parcheggio altezza Oasi Lipu, oltre solo a piedi. Una baracca con veranda dove i «pellegrini» sostano dopo aver fatto incetta di acqua, mentre le galline razzolano libere. Limmagine della scorsa estate, ripresa dalle tv. Critiche dallopposizione. «Ora lAsl dimostra quanto il Comune abbia sottovalutato - ha attaccato Alessandro Re - dalla viabilità allordine pubblico, fino alle condizioni igieniche, quella non è unarea adatta a ricevere centinaia di persone, per altro illuse da un equivoco».
Simona Bombonato