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«Chiudete la fonte della Prevosta»

 GARLASCO. La Prevosta chiude per amianto. L’Asl di Pavia ha chiesto al Comune di far smantellare il tetto della casotta frequentata per la presunta acqua curativa. A monte un esposto dei residenti di via Cà Bassa, alle Bozzole. Ora tocca al sindaco fare propria la segnalazione ordinando a Pignatti di intervenire. Ieri l’Asl ha inviato la nota ufficiale al Comune e al prefetto.
 A fronte dell’esposto degli abitanti, il Servizio igiene e sanità pubblica ha accertato «lo stato di degrado e antigienicità del cortile». Lastre di amianto sul tetto, si legge nel documento, «baracche e coperture precarie, rottami ferrosi, bidoni di plastica, fusti metallici, cataste di legno, bottiglie di vetro, pezzi di tubazioni, materiale di scarto».
 Dunque, materiale nocivo da rimuovere - l’amianto - e rifiuti da sgomberare in considerazione dell’afflusso dei visitatori. Pare a questo punto inevitabile la chiusura dell’area per il tempo almeno necessario a completare il ripristino. Pignatti, l’80enne vigevanese gestore dalla cascina, ieri ha però fatto sapere di non avere intenzione di sbarrare l’accesso al pubblico. «Mi adeguo alle disposizioni - ha dichiarato - , ma non chiudo nemmeno un minuto, voglio che le persone possano continuare a venire qui». Con quale tempestività far ripulire la zona dipende dal sindaco Spialtini. Che, secondo quanto hanno spiegato dall’Asl di Pavia, ha di fronte a sé due strade: la sollecitazione formale o l’ordinanza sindacale con carattere di urgenza. Spialtini sembra orientato a evitare la seconda via. «Stiamo valutando - ha precisato il primo cittadino - : nell’immediato solleciteremo all’osservanza delle regole, un qualcosa di più di un invito, questo è certo». La Prevosta si trova in aperta campagna, oltre la strada provinciale. Il caso è esploso a fine giugno, con un picco la prima domenica di luglio: allora si stimarono 2000 persone in pellegrinaggio verso l’acqua per alcuni miracolosa, per altri curativa, per l’Asl di Pavia non potabile a causa di una concentrazione di bentazone tre volte superiore alla norma. Dopo agosto l’affluenza è calata. Ma i dieci residenti non hanno smesso di denunciare disagi e problemi di convivenza con un flusso di visitatori continuo e instancabile, in alcuni casi persino notturno. Da loro è scattata la denuncia all’Asl sulle condizioni igieniche della zona. La fonte si trova in mezzo ai campi di riso, sul fianco della baracca di Pignatti che è raggiungibile in macchina fino al parcheggio altezza Oasi Lipu, oltre solo a piedi. Una baracca con veranda dove i «pellegrini» sostano dopo aver fatto incetta di acqua, mentre le galline razzolano libere. L’immagine della scorsa estate, ripresa dalle tv. Critiche dall’opposizione. «Ora l’Asl dimostra quanto il Comune abbia sottovalutato - ha attaccato Alessandro Re - dalla viabilità all’ordine pubblico, fino alle condizioni igieniche, quella non è un’area adatta a ricevere centinaia di persone, per altro illuse da un equivoco».
Simona Bombonato