La Lega: il crocifisso in Consiglio

PAVIA.La Lega Nord chiede il crocifisso in consiglio comunale e scoppia la polemica. I cinque consiglieri del Carroccio Fausto Bazzani, Matteo Mognaschi, Antonio Grignani, Oretta Pierotti Cei e Rosangela Vaghihanno firmato un documento in cui chiedono al sindaco Alessandro Cattaneodi «attivarsi affinché venga appeso il crocifisso in sala consiglio». «Un'assenza che va colmata - spiega il primo firmatario Fausto Bazzani - senza entrare nella polemica legata ai simboli e all'attrito con la religione islamica, noi consiglieri leghisti riteniamo fondamentale la presenza del crocifisso nei luoghi pubblici e quindi nei luoghi di rappresentanza del potere».
«Il crocifisso c'è sempre stato in sala consiliare - sottolinea Raffaele Sgotto, presidente del consiglio comunale - è stato tolto durante gli ultimi lavori di manutenzione agli scranni e ai dipinti. Prima di sapere di quest'ordine della Lega mi sono personalmente mosso per cercare il crocifisso che già c'era e riportarlo in sala».
«Assolutamente inaccettabile - è la replica di Francesco Brendolise(capogruppo Pd) -. È una mera strumentalizzazione di un simbolo di amore a accoglienza che non può avere connotazione politica, come la Lega vuole dargli. Da cristiano ma da sostenitore della laicità dello Stato ritengo che la croce presente nel gonfalone della nostra città appeso in sala consiliare sia sufficiente».
Sulla stessa lunghezza d'onda Antonio Sacchi(capogruppo Lista Albergati): «Il consiglio comunale è un'istituzione della Repubblica Italiana. La Repubblica è laica. Occorrerebbe avere più rispetto e affetto per Gesù Cristo che ha rappresentato l'amore per il prossimo, per gli umili e per gli stranieri».
Di tutt'altre vedute Francesco Adenti(Pavia città per l'uomo): «Premesso che tale argomento non va strumentalizzato, ritengo che non sussistano ragioni, se non ideologiche, per opporsi alla presenza di un simbolo che è anche emblema di valori civili e morali».
«Non è un problema di ordine del giorno, è una questione di buon senso», taglia corto Sandro Bruni, capogruppo Pdl. I si all'iniziativa sono trasversali agli schieramenti politici. D'accordo anche Paolo Bobbio Pallavicini(Rinnovare Pavia): «Non c'è nessuna contrarietà a riportare il crocifisso in sala consiliare, basta che non sia motivo di prevaricazione su altre culture». «Approvo e ritengo che anche altri simboli potrebbero essere esposti», sostiene Vincenzo Vigna(Idv) e «Sarebbe opportuno e sono assolutamente d'accordo con la richiesta della Lega», per Franco Martini(Udc).
La risposta della giunta arriverà presto, ma potrebbe essere discusso in Consiglio. Alessandro Cattaneoha un crocifisso nel suo ufficio: «Per me, cristiano, è un simbolo importante. Anche per chi non crede, rappresenta la la radice profonda della nostra società».
Chiara Pelizza