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Acqua, battaglia sulle analisi

 GARLASCO. “Eccesso di nitriti”, dicono le controanalisi dell’acqua della Prevosta svolte da un laboratorio privato di Casale Monferrato su mandato di un amico di Ivo Pignatti, il proprietario della cascina di via Cà Bassa. “Analisi svolte su parametri insufficienti”, invece, secondo l’Asl di Pavia, mancando per esempio i riscontri su manganese e pesticidi.
 Per Pignatti, che continua a difendere l’acqua dichiarata non potabile per valori di bentazone tre volte superiori al limite, dal pozzo dalle presunte proprietà miracolose sgorgherebbe acqua perfettamente bevibile. Per dimostrarlo, spiegava ieri a una troupe della trasmissione “Mattino cinque” di Canale 5, che lo manderà in onda venerdì, “ho commissionato nuove analisi ad altri quattro laboratori, quando avrò gli esiti di tutti tiriamo le somme, se serve farò ricorso al Tar”. Pignatti mette in dubbio le analisi che il Comune ha commissionato all’Asl, scaturite poi nell’ordinanza del 4 agosto in cui si dichiara la non idoneità della fonte per il consumo umano. Ieri Pignatti accoglieva i visitatori con la cordialità di sempre, offrendo salame e una sedia all’ombra. “Non voglio entrare in polemica - ha precisato - finché non ho tutti gli esiti in mano lascio perdere”. Ivo continua a non far pagare un centesimo ai “pellegrini”, che comunque spesso lasciano offerte. Chi sperava che l’attenzione attorno alla Prevosta scemasse con settembre dovrà farsene una ragione: anche ieri quindici, venti persone in un’ora, tanti della zona, mentre una mamma di Udine era lì per la figlia malata.
Simona Bombonato