Campolonghi, un addio amaro


di Luca Simeone
PAVIA.«Sono stato io a farmi da parte: ho preso atto della situazione e ho tolto il disturbo». Marcello Campolonghi sveste i colori azzurri con amarezza, ma a testa alta. Da ieri ufficialmente non è più un giocatore del Pavia, e sebbene avesse un altro anno di contratto ha rescisso il contratto pur non avendo ancora firmato per un'altra società (smentito dunque l'accordo con il Pizzighettone): «Sinceramente non ho l'assillo di trovare nell'immediato un'altra squadra. Naturalmente riprendere subito sarebbe il massimo, ma posso vivere anche senza calcio. La cosa più importante per me è andare al campo sereno e allenarmi divertendomi ancora».
Serenità che evidentemente era andata persa, a Pavia, soprattutto a partire dall'ultimo scorcio della passata stagione. E forse hanno pesato anche gli infortuni in cui è incappato il centravanti, che dal canto suo aveva dimostrato l'attaccamento alla maglia rientrando in anticipo dall'ultimo stop (nella gara chiave contro la Pro Vercelli) rispetto ai tempi di recupero stabiliti dallo staff medico. Un rientro che gli è costato un nuovo guaio muscolare.
«L'anno scorso ho giocato spesso per necessità e non mi sono mai tirato indietro - ricorda l'attaccante piacentino - ho giocato con infiltrazioni, strappi, non mi sono mai risparmiato. Pensavo che fosse un punto a mio favore, ma non è stato cosi. Già alla fine del campionato scorso c'erano delle perplessità nei miei confronti, ma speravo che non succedesse quello che è successo. Pur giocando a mezzo servizio ho segnato 6 gol, che sono coincisi con altrettante vittorie, diversi ne ho fatti segnare ai miei compagni. Se poi si pensava che avrei fatto quindici-venti gol a stagione, beh, io tante reti in un campionato non le ho mai fatte, ma questo lo si sapeva dall'inizio. Fosse dipeso da me, sarei rimasto molto volentieri a Pavia».
Con il tecnico Amedeo Mangone il rapporto si è incrinato fino a diventare pressoché inesistente. «Con il mister ho parlato l'ultima volta più di un mese fa - spiega Campolonghi - è stata la società a dirmi che non rientravo più nei piani tecnici, che si puntava su altri giocatori, e mi sono fatto da parte. E' vero che ho avuto problemi fisici nell'ultimo periodo, ma non pretendevo di giocare e volevo solo rimettermi per dare il mio contributo alla squadra. Purtroppo non mi è stata data un'altra opportunità».
Campolonghi, nonostante tutto, conserva un ottimo ricordo dell'esperienza al Pavia: «Ho ricevuto tantissimi attestati di stima, soprattutto da gente che mi ha apprezzato come persona, e questo mi fa un enorme piacere. Dai compagni di squadra, poi, mi sono arrivati un quindicina di messaggi, uno più bello dell'altro».
Addio con amarezza, ma senza rancore. Anzi: «Voglio ringraziare per l'anno bellissimo trascorso a Pavia. E auguro a tutti quanti la miglior fortuna».