GARLASCO. Arrivano a centinaia ogni sabato e domenica, da circa un mese, con almeno un paio di bottiglie vuote a testa da riempire con lacqua miracolosa che sgorga al campo Prevosta, in via Cà Bassa. Seicento persone ogni weekend da tutto il Nord Italia e non solo. Gli zampilli della fonte di Ivo Pignatti, commerciante 80enne di Vigevano, avrebbero inspiegabili capacità curative.
Così assicura il signor Ivo, esibendo il quadernetto dove da un paio di settimane fa annotare chi è guarito da cosa: cisti alla gola, ernie, allergie, psoriasi, cistiti.
Cè persino chi registra di aver recuperato un occhio compromesso dalla cataratta. Dorno, Tromello, Garlasco, sono i primi comuni della lista, tutte donne le firmatarie. Ieri lAsl di Pavia ha prelevato campioni di acqua per verificarne la composizione ai fini della certificazione di potabilità. Perché la gente imbottiglia e porta via come se fosse oro. Ivo non chiede un centesimo. Racconta però di non sentirsi a proprio agio con il clamore, ma di stare bene quando sa di qualcuno che ha risolto un problema.
«Religioso io? No, non vado in chiesa - afferma deciso - sono convinto però che qualcosa esista, anche se non voglio che si parli di miracoli, capisco e condivido la prudenza». La fonte si trova nella campagna oltre la provinciale della frazione Bozzola, in mezzo ai campi di riso. A fine giugno è stata benedetta dal rettore del santuario della Bozzola, padre Gregorio Vitali.
«Questa è la mia casotta di campagna dal 1973 - continua indicando il luogo - nel 1976 mio padre guarì dal fuoco di SantAntonio facendo dei semplici impacchi. Da quel momento abbiamo avuto solo conferme». Alle due del pomeriggio lafa è opprimente. Eppure Ivo è lì, tra le anatre e le galline che razzolano libere, una veranda semplice con arredi di recupero. Sul fianco della baracca la fonte da 600 litri al minuto. «Era acqua usata per irrigare, laggiù ci sono due laghetti, lacqua è la stessa». Da fine giugno il pellegrinaggio è incessante, limitato al weekend poiché il cancello della Prevosta resta aperto solo il sabato e la domenica. Per scelta: Ivo ha due figli già grandi, ma vuole continuare a lavorare.
Dalle otto del mattino fino alle nove di sera i pellegrini affollano lintera zona: unarea agricola con strade sterrate strette, qualche cascina qua e là. «Dora in poi chiedo a chi è guarito di lasciarlo per iscritto, lo faccio perché è giusto così e io sono più tranquillo», dice poi.
Sul taccuino mostra una sfilza di nomi e cognomi: sono cinque dal 7 luglio le persone che hanno messo nero su bianco di aver goduto dei benefici della risorgiva della Prevosta. In totale però sarebbero dieci volte tanto dal 2006. Lacqua ha un leggero retrogusto di zolfo, è fresca. Chi la imbottiglia può decidere di berla o fare degli impacchi, a seconda del tipo di problema, continua: «Non sono un medico e non so darmi spiegazioni.
Qualche anno fa provai a contattare il ministero e varie università, volevo fossero gli studiosi a spiegarmi quali strane proprietà avesse questa fonte». Ivo Pignatti racconta che allepoca la cosa non ebbe seguito. «Adesso è tutto diverso».
Simona Bombonato