JESI (An). Pavia centra i play off e festeggia come se fosse la prima volta. Gioia e soddisfazione come soffice panna. Montano insieme nella pancia del PalaTriccoli. Tensione, nervosismo e volti stremati dalla fatica di una partita sfuggita di mano troppo presto lasciano il posto alla corsa sotto la curva, tutti a braccia alzate insieme ai tifosi. Sarà la quinta partecipazione ai play off, la più voluta forse. Senzaltro la più meritata dopo lavvio di stagione da incubo. «E un miracolo. Abbiamo compiuto un miracolo sportivo», dice De Raffaele, il tecnico artefice del prodigioso recuperorinascita, 14 vittorie in 23 partite, percentuale che sfiora il 61%. Solo Pillastrini a Varese e Trinchieri a Veroli hanno fatto meglio. Con ben altri budget e organici a disposizione va sempre sottolineato.
Pavia fa festa dopo esserla vista brutta. Quando lo scarto stava assumendo i contorni della goleada, a Sassari Venezia è andata avanti di 9 punti con una tripla dellex Meini. Con i lagunari ad ingrossare le fila del gruppone a 30 punti, lEdimes si sarebbe fermata qui. Alla faccia di qualsiasi lettura dellarticolo 113 della Federbasket sui casi di arrivo a pari punti in classifica, quello interpretato in maniera paradossale dalla LegaDue e contro cui il presidente Bianchi era pronto a ricorrere in caso di sconfitta contenuta. Il finalone disputato da Sassari, encomiabile perché realizzato in una partita giocata senza Whiting e soprattutto per una vittoria che non avrebbe mutato la posizione sulla griglia play off, hanno dato via libera a Colussi e compagni. Lo hanno meritato per cinque mesi di lavoro e progressi. «Andiamo a Cremona con la testa sgombra, possiamo far paura a tutti - dice Colussi, il capitano - . Sono felice, contento. Se nella serie riusciremo a mettere in campo le nostre caratteristiche, quelle che ci hanno permesso di giocarcela con tutti, potremo scrivere ancora qualche bella pagina di questa stagione. Laccoppiamento del derby è importante anche perché ci permetterà di avere palazzetti pieni e tanti tifosi al seguito. Con loro al fianco per noi è diverso». Linsidia dellEdimes si chiama stanchezza. Bencaster lo spiega senza nemmeno venire sollecitato: «E stata dura arrivare fin qui, abbiamo speso tante energie mentali e fisiche. Si è visto anche stavolta a Jesi. Loro hanno potuto metterci più concentrazione. Adesso siamo ai play off da outsider. Abbiamo di fronte minimo due settimane di lavoro per una serie da affrontare senza paura e con la scottatura fresca della sconfitta di inizio mese proprio a Cremona. E poi avremo i tifosi con noi. Fantastici anche qui a Jesi». A Cinciarini brillano gli occhi. Perché si giocherà i play off e perché quel finale alla Cà de Somenzi con Lollis a franargli addosso non lo ha ancora digerito: «Sarà una grande sfida, il derby lombardo a palazzetti pieni. Intanto facciamo festa per quello che questo gruppo con De Raffaele ha saputo concretizzare». «Sono felice di proseguire la stagione - aggiunge Casoli - dopo che ero arrivato qui con tanta rabbia per lavvio di campionato con Roseto. E stata una grande rincorsa. Se Cremona ci teme? Ora siamo ai play off. La chiave sarà chi delle due squadre saprà essere il problema dellaltra».
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dal nostro inviato Stefano Pallaroni