Branzoni, l'arbitro che espulse Carbone

PAVIA. Ne ha seguito l'esempio, anche senza vederlo all'opera. Papà Umberto è stato arbitro per lungo tempo in serie A e Lorenzo Branzoni, 46 anni di Lardirago, ha seguito lo stesso percorso arrivando fino alla massima serie nazionale. Quando era bambino però la televisione trasmetteva poche partite per cui Lorenzo non ha avuto molte occasioni di vedere arbitrare il padre.
Lorenzo ha giocato a calcio e a 14 anni era nei Giovanissimi del Pavia, poi per due stagioni ha giocato a pallavolo nel Cus Pavia e a 16 anni ha iniziato a frequentare i corsi arbitrali. Il suo esordio Albuzzano-Lacchiarella 3-0. «Ho arbitrato per tre anni in Interregionale - spiega Branzoni - cinque in serie C e altri cinque tra la B e la A. Ho smesso otto anni fa. Mia moglie Rossana e mia figlia Barbara mi hanno sempre assecondato». Branzoni, che dal 2008 è presidente del Panathlon International di Pavia, ha avuto qualche momento difficile nella sua carriera di arbitro. «Di pericoli, per fortuna, ne ho corsi pochi - ricorda Branzoni - . Mi ricordo un inizio da panico a Castellamare di Stabia, quando esplose una bomba carta e lo spostamento d'aria lanciò il cappello di un vigile in mezzo al campo. Lui lo rincorse ed io vedendolo correre per il campo sospesi la partita per invasione di campo, ma dopo un attimo capimmo cosa era successo davvero e ci venne da ridere. Invece a Gangi, in Sicilia, i tifosi si avventarono contro di me e io dovetti difendermi fino all'arrivo della polizia».
Molti i ricordi belli. «Baldas mi portò come quarto uomo alla partita dell'addio a Baresi dal calcio e poi ho un bellissimo ricordo di Napoli-Bologna, perché al San Paolo si vede fino a che punto può arrivare l'amore per il calcio. E poi ricordo gli esordi di Del Piero e Baggio, un grande. In una semifinale di Coppa Italia fra Venezia e Lazio espulsi Ravanelli e Carboni che litigavano lontano dalla palla».
Alla morte del padre, nel 1981, Branzoni ne ha preso il posto come assicuratore. «Ho fatto la gavetta - spiega - e ora sono agente generale della Vittoria Assicurazioni, sono arbitro anche dietro la scrivania». Appese le scarpe al chiodo, Branzoni è rimasto osservatore arbitrale e si è iscritto al Panathlon dove è stato prima consigliere e ora presidente. «E' il punto di ritrovo degli sportivi - spiega - e ci occupiamo di fair play, lotta al doping e promozione dello sport». Tante le iniziative, la prossima il 22 gennaio, quando il Panathlon ospiterà due triatleti reduci dall'Iron Man alle Hawaii: il pavese Simone Forlani e l'azzurra Martina Dogana. (m.sc.)