15 gennaio 2009 —
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sezione:
Cronaca
GARLASCO. I primi arrivano alle sei e aspettano in macchina che il santuario apra: di lì a qualche ora si è già formata la coda, ognuno ha il proprio numero, come al supermercato. Gente da Genova, Como, Bergamo, Alessandria, cè un po tutto il nord Italia al santuario della Madonna della Bozzola.
Accade ogni mercoledì, giorno che il rettore don Gregorio Vitali dedica ai colloqui con le persone, in media una settantina, dalle sette del mattino alle sette di sera.
A monte, lo sconcerto quando non la disperazione di chi non ce la fa a tirare avanti, mette da parte lorgoglio e chiede al sacerdote un sostegno fatto non solo di preghiere: bollette da pagare, sfratti, un lavoro perso, un figlio disoccupato. Ieri mattina, tra i tanti in fila, una coppia proveniente da un paese della Lomellina attendeva in silenzio il proprio turno. Motivo, gas e luce tagliati.
«Nel 2008 ho incontrato circa trecento persone tra disoccupati e cassaintegrati - spiega don Gregorio Vitali, della congregazione Sacra Famiglia di Bergamo, dove è nato 65 anni fa -. Mi faccio in quattro per aiutarli tutti, ma ogni volta rimango impressionato da quanta disperazione ci sia in giro».
Non cè età che tenga: «Da qualche anno a questa parte incontro tutti i giorni persone con gravi problemi di natura finanziaria e professionale». E allora don Gregorio interviene dopo essersi accertato di avere di fronte casi in cui lo stato di necessità è reale. Laltro volto della crisi è anche questo, drammaticamente vero nei racconti dei fedeli che ogni mercoledì bussano alla porta del santuario: coppie giovani, pensionati, ragazzi, professionisti in giacca e cravatta che passano alla buonora, prima di puntare allufficio. Perché tra le famiglie che non arrivano a fine mese, cè chi desidera un figlio, chi ha problemi di salute o sente di voler dare un significato diverso alla propria esistenza. Dallaltra parte cè il sacerdote giunto a Garlasco nel 1990, lo stesso che ha fatto della Madonna della Bozzola una meta da 40mila pellegrini lanno, di cui circa trentamila solo nel periodo di Pasqua. Per lui, però, il mercoledì non finisce alle 19, con lultimo colloquio: la sera, tra le 1500 e le 2000 persone riempiono la chiesa in occasione della «funzione di liberazione», stipate fin sul sagrato.
«Il santuario della Madonna della Bozzola è un luogo di speranza», sottolinea don Gregorio. Dietro laltare, la galleria degli ex-voto ricorda la storia del santuario, costruito nel 1600 nel luogo in cui la Madonna apparve a una pastorella sordomuta di 13 anni. Era la prima domenica di settembre del 1465.
Simona Bombonato