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Riso Scotti a metà del bivio


 PAVIA. Un mese per dire che stagione sarà. Al momento la Riso Scotti ha sei punti di vantaggio sulla zona retrocessione ed è a meno cinque dall’ottavo posto, l’ultimo utile per qualificarsi ai play off. Il calendario propone quattro partite impegnative da venerdì al 18 gennaio: in casa con Novara a Santo Stefano (ore 17.30), martedì 6 gennaio a Sassuolo, l’11 con Pesaro e il 18 a Busto Arsizio. Sulla carta fare punti è quasi impossibile eppure solo da qui passa la speranza di scalare posizioni, altrimenti Spinato e compagne saranno costrette a vivere il ritorno senza stimoli dal momento che Vicenza e Chieri sembrano già spacciate. Dal mercato potrebbe arrivare la scossa alla stagione pavese.
 La sconfitta al tie break con Cesena, dopo aver sprecato tre match point consecutivi, ha detto che la Riso Scotti fatica ad essere continua e senza continuità è difficile scalare posizioni. Per fortuna di Pavia, che è a quota 11, Vicenza ha solo 5 punti, Chieri 3 e nessuna delle due sembra avere le risorse per tornare sul mercato e raddrizzare la stagione con qualche innesto di valore. Tra l’altro il calendario delle prossime quattro gare non sorride nemmeno a Vicenza e Chieri. Secondo il gm Gigi Poma la salvezza si conquista a quota 20 punti, una meta non lontana, soprattutto se si considera che nel ritorno Pavia giocherà in casa le partite con le dirette concorrenti per evitare gli ultimi due posti che condannano alla A2: Santeramo il 25 gennaio, Chieri il primo febbraio, Vicenza il primo marzo e Cesena il 29 marzo. Puntare ai play off si può, ma al momento è improbabile perché Perugia, che ha cinque punti in più, è in crescita e la settima, Sassuolo, è a 18 punti. Tra i Pavia e i play off ci sono però anche Cesena (12) e Castellana (14).
 E poi ci sono i problemi della squadra, il primo dei quali sono le forze contate. L’arrivo di Pavlovic, centrale che gioca anche opposto, sembrava la soluzione, ma la successiva partenza dell’opposto Lehtonen, finita in Grecia, ha riportato Pavia in emergenza. Di fatto Milano ha a disposizione solo dieci giocatrici, comprese Terranova, alle prese con un mal di schiena che sembra figlio della microfrattura da stress a una vertebra che l’ha tenuta ferma quattro mesi tra aprile e agosto.
 Così la Riso Scotti può salvarsi, ma per sperare in qualcosa di più serve un innesto di valore. Che a questo punto non sarà una giocatrice extraeuropea perché i tempi di tesseramento sono tali per cui non potrebbe arrivare prima di un mese. Dopo il no di Luciana, la brasiliana di Conegliano, e quello del Banespa San Paolo che non ha voluto lasciar partire Cecilia, Poma si è gettato su altre piste: «Stiamo seguendo delle straniere che già sono in Italia e che potrebbero cambiare squadra, ma anche delle europee che militano in altri campionati - spiega il general manager della Riso Scotti - . Il problema è che non siamo gli unici sul mercato perché Castellana ha perso Elisangela, che rischia qualche mese di squalifica per doping, Novara ha rescisso il contratto con Anna Podolec perché infortunata alla spalla e Forlì ha lasciato partire la statunitense Sarah Kirkwood».
 Poma fa capire che le alternative non mancano, ma Lehtonen ha rescisso il contratto il 10 dicembre e il rischio è che la squadra continui a essere in emergenza almeno fino all’11 gennaio, giorno di Pavia-Pesaro. Il calendario non permette a Spinato e compagne di tirare il fiato visto che venerdì arriverà Novara per il turno di Santo Stefano, una partita che piace al pubblico ma meno alle giocatrici che così sono costrette a passare il Natale in palestra. Ma questo è il volley.
- Claudio Malvicini