L'editore e la colf massacrati in villa

b PAVIA./b Un gattino si aggira spaurito tra chiazze di sangue e una dentiera rotta. bVilla Sassone/b, Losana, frazione di Mornico. I due cadaveri che vengono scoperti dal maresciallo Versino e dal brigadiere Croce sono martoriati. Appartengono a bIsmaele Mario Carrera/b, insegnante, editore de 'La Nuova Italia" e scrittore d'origini pugliese e idee mazziniane, e alla sua bionda domestica bEva Martinotti/b, trent'anni. L'incipit del capitolo che Gabriele Moroni dedica al caso Carrera-Martinotti, avvenuto nel 1967, immerge il lettore in un clima cupo e angoscioso.BR Al momento della morte Carrera è proprietario di un appartamento a Milano in via Venini 77, di due ville ad Arma di Taggia, di Villa Sassone a Losana con parco e vigneto. Possiede anche 75 obbligazioni ferroviarie, 177 azioni Fiat, 43 azioni Montecatini per oltre 800 mila lire. A suo nome risultano poi altri depositi di oltre 350 mila lire e una Fiat 600.BR Al primo sopralluogo il Procuratore della Repubblica Cavarra e la Scientifica trovano tutti gli ingressi della villa chiusi dall'interno, tranne una finestra: da li si è introdotto l'assassino. Macchie di sangue ovunque. Sui gradini che portano al cadavere di Ismaele Mario Carrera, soffocato da un paio di mutande cacciate in gola, strozzato da un paio di bretelle e con la testa spaccata, si vede l'impronta di una mano insanguinata. Una mano sinistra. Le tracce di sangue coprono ogni superficie, camere da letto, bagni, corridoi: macchie piccole, grandi, strisciate, calpestate, su pavimenti, muri, porte, persino sui bordi di una brocca dell'acqua e di un vaso da notte ricolmo. Ma non c'è nessuna traccia dell'assassino il quale, con la sicurezza di chi conosce la villa a menadito, ha staccato la corrente dall'interruttore centrale prima di operare il massacro armato di una pietra. Andandosene, ha indossato i mocassini della vittima per non lasciare impronte non prima di aver lavato il pianerottolo del primo piano della villa.BR Rapina? Non viene sottratto nulla. Come in tutte le indagini che si rispettino si scava nella vita delle vittime, dei famigliari, di tutti coloro che hanno visto l'anziano e la sua 'badante" negli ultimi giorni. Si contattano tutti coloro che appaiono nelle foto trovate in casa. E gli scheletri nell'armadio emergono polverosi. Carrera ha una figlia, bMatelda/b, sposata a un dentista dal nome esotico: bDouglas Sapio Verdirame/b. Ma ha anche un figlio 'segreto", bDante Amagliani/b. Della sua esistenza sono al corrente solo le amiche bLaura/b e bIda Pandini/b e il fratello bNicola Carrera/b. Non manca nulla per rendere il delitto bCarrera-Martinotti/b un giallo da prima pagina: figli illegittimi, una presunta love-story con la badante, un appartamento venduto pochi giorni prima della morte, litigi.BR Non manca neppure il testamento, anzi i testamenti, che gradualmente hanno escluso la figlia bMatelda/b e il genero dall'eredità, né le lettere di odio e minacce tra genitore e figlia, che viene chiamata 'mostro" e cui vanno le 'maledizioni" del padre. C'è un urlo nella notte udito dalla vicina di casa, la maestra bLuigina Perotti/b, ci sono due benzinai che hanno lavato via il sangue da una 1100 TV bicolore, uguale a quella targata VA 50186 di proprietà di bDouglas Sapio Verdirame/b e vista la sera del delitto intorno alla villa. Sono diciotto gli indizi a carico del marito di bMatelda/b che accusato, incarcerato e sottoposto a un processo seguito dalla folla al pari di quello ad Anna Maria Franzoni, non ha mai perso la calma: 'vestito con decoro borghese" legge testi di storia antica in carcere e va a messa, rispondendo a tono a tutte le contestazioni. Il sangue sulla macchina? Anni fa aveva soccorso un ferito. Le cartoline imbucate alla moglie? Un'abitudine, anche se la moglie non lo ricorda. Le centinaia di chilometri che non rientrano nelle annotazioni precise dei suoi spostamenti? Il contachilometri è rotto, chcchè ne dica il perito. Sempre sostenuto dalla moglie e dalla bellissima figlia bCristiana/b, il presunto assassino dal nome da rotocalco affronta le accuse e gli sguardi delle centocinquanta persone che seguono il processo, tra i giornali e i cronisti di mezza Europa. C'è persino Oriana Fallaci a Losana, raccoglie testimonianze di donne affascinate e fans del dentista un po' dandy, ironico e carismatico: le descrivono l'amore di bDouglas/b per gli animali, il suo spirito gentile. E bMatelda/b, come novella filantropa ed ereditiera promette di dare in beneficienza la Villa una volta risolto l'increscioso incidente del marito accusato d'omicidio. Il pubblico ministero Giuseppe Raffa, lo stesso che seguirà in veste di giudice l'estate di sangue di Montù Beccaria, affascina l'Italia, ma sarà sconfitto da bVerdirame/b, assolto con una sentenza di 128 pagine in cui si sostiene che è si uno spregiudicato, che è fortemente indiziato, che ha più volte mentito ma che, tuttavia, non può essere condannato per insufficienza di prove. Da quel giorno il suo studio di dentista a Varese inizia ad affollarsi di signore della buona borghesia in cerca del brivido di affidarsi alle mani di un presunto omicida. Dopo anni si diffonde la notizia della sua improvvisa morte. Ma il cronista riceve una chiamata: «Volevo dirle che non sono morto. No, nessuna rettifica, grazie. Va bene cosi», dice la voce all'altro capo del filo.BR