12 aprile 2008 —
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sezione: Attualità
ROMA. «Fratelli dItalia» cantato a squarciagola dalla piazza e dai leader sul palco. Ma anche linno della Destra, («nasce il partito, la destra il mito...»): è la colonna sonora che ha accompagnato Daniela Santanchè nellultimo miglio di campagna elettorale prima del voto, a piazza del Pantheon a Roma. Prima di farsi avvolgere nel Tricolore per il gran finale, la candidata premier della Destra aveva conquistato la piazza dichiarandosi «pronta» a farsi «uccidere» per la fiamma. La piazza era gremita, per gli organizzatori circa cinquemila persone («più di quelli di ieri al Colosseo» dice trionfalmente Francesco Storace). «Siamo il partito incazzato e con la bava alla bocca», ha ribadito la Santanchè prima di lanciarsi in un attacco frontale al suo ex leader. Basta pronunciare il nome di Gianfranco Fini, perchè dal parterre arrivi una selva di fischi e di urla contro il traditore. «Non accettiamo che a darci ricette per risolvere i problemi dellItalia sia chi non ha mai lavorato unora in vita sua». E giù applausi. Fini è quello che «ha le palle di velluto, che non servono per mettere la croce sul simbolo della Destra», quello che «non ha capito che la cosa che sa fare meglio Berlusconi è il padrone, e ora è il suo».
La Destra - ha concluso - «certamente arriverà in Parlamento» e non farà sconti a chi si è alleato con Bossi.