Quella bambina che vedeva la Madonna

BR b S. MARGHERITA./b «Avevo 7 anni, ero su al bosco del Bocco, mezz'ora di strada da Casanova Staffora, una frazione di S. Margherita, dove abitavo. Stavo facendo dei mazzetti di fiori con dei miei amici, bambini come me. Ad un certo punto mi sono sentita prendere in braccio, c'era dietro di me il corpo di una donna magra e alta. Pensavo fosse mia zia, invece no. Mi volto, vedo un viso dolcissimo, mentre lo guardavo, stupita, ho sentito che lei comunicava con me interiormente. Mi disse: sono venuta ad insegnarvi la via della felicità sulla terra, sii buona e prega; sarò la salvezza del tuo paese; torna ancora il 4 del mese venturo. I miei amici spaventati scesero in paese e gridavano che l'Angela era morta in aria. Era il 4 giugno del 1947. Da allora ho avuto ottanta esperienze: ogni 4 giugno sempre alle due del pomeriggio, tranne alcune volte». Angela Volpini, la donna della Val Staffora che dice di aver visto la Madonna, lo racconta come se non fosse la millesima volta che lo fa. Sembra che le sia capitato ieri. C'è una trasparenza che le vela lo sguardo, come se la bambina di allora volesse rifarsi viva. Una bambina che, dal 1947 al 1956, ha agitato Chiesa e Palazzo.BR b Lourdes sfiorata/b Sotto il pontificato di Pio IX ci fu Lourdes, cosi come, sotto Pio XII, ci fu il Bocco sopra Varzi. Ne è convinto Gianni Baget Bozzo, il prete «fuori scala», amico di Craxi e inviso alle gerarchie. Da sempre segue il caso Volpini e scrive: «...nel 1950 Pio XII proclama il dogma dell'Assunta. Le apparizioni di Casanova hanno, rispetto alla proclamazione di questo dogma, il medesimo ruolo che quelle di Lourdes hanno rispetto alla Immacolata Concezione». Guardando le foto dell'epoca non ci si stupisce: colonne bibliche di torpedoni, le colline avvolte da una fiumana di persone. Trecentomila nel marzo 1948. L'Italia intanto brucia.BR bMaria vota Dc?./b Si vota il 18 aprile. Elezioni roventi, aria di guerra civile. Atlantici e rossi alla resa dei conti. Il 4 marzo il Bocco viene militarizzato. C'è il rischio che l'apparizione abbia l'effetto di una miccia politica. Viene portata a spalle dalla Gioventù Cattolica italiana una statua della Madonna a cui si rivolgono i fedeli perchè la gente voti «dicci». Clima pesante. Angela Volpini diventa a 8 anni un fenomeno mediatico, come si direbbero oggi. La sua storia divide. Non c'è mediazione. C'è chi come Baget Bozzo la paragona a Bernadette Soubirou e chi, come Giorgio Bocca, allora giovane inviato a Casanova scrive di una «faccenda truffaldina» con «uno zio che metteva noi cronisti in prima fila perchè scrivessimo del miracolo e incrementassimo il commercio delle madonnine e dei ceri». La Chiesa si preoccupa. Si muove l'allora vescovo Domenico Melchiorri sotto la spinta del Vaticano. Capire e, forse, sopire. Sono mesi agitati per l'Angelina prima portata in un convento a Voghera poi a Villa Meardi dove un avvocato fiduciario della diocesi la ospita perchè la bimba possa essere interrogata e visitata. Non ci sarà mai un verdetto tranciante su ciò che racconta di vedere. E per chi crede a Angela non è poco.BR bBufera mistica./b Quando questo cataclisma mistico piomba su Casanova Staffora accade di tutto. Si aspetta il miracolo, la gente è convinta che ci sia. Ancora oggi il sindaco di Varzi Ernesto Querciolli, tra i giovani spettatori di allora, giura di aver visto anche lui il sole muoversi, precipitare, emettere globuli luminescenti. Altri dicono che l'erba si schiacciava mentre Angela è in estasi, quasi che qualcuno la calpestasse. Per una famiglia di contadini oltrepadani l'effetto è devastante. Angela vive con mamma Margherita, papà Luigi, tre fratelli e due sorelle. Papà è scosso e collaborativo, la madre è allarmata. Spunta un ricordo lancinante di quei giorni. Lo rivela, oggi, Angela e ha gli occhi lucidi: «Passo vicino alla camera di mia madre e la vedo che parla a una statuetta della Madonna, urlandole: questa è mia figlia, non puoi farle questo, hai già provato cosa significhi perdere un figlio. Lasciala stare».BR bDavanti al Papa/b. Angela cresce. Attorno al Bocco prima viene eretta una cappella, poi una chiesa (la curia di Tortona segue il basso profilo: controllare senza schierarsi). Nasce nel 1958 la comunità di «Nova Cana» («Il nome l'ho inventato io» precisa subito Angela) che si prefigura come spazio di dialogo sulla fede e sull'uomo. Si muovono le alte sfere ed è una storia nascosta che andrebbe approfondita. Cardinali e vescovi con discrezione raggiungono il Bocco. Per chi dà credito all'esperienza mistica di Angela, colpisce questo suo insistere su Maria «in carne e ossa» in una visione definita «conciliare.» «Maria è come noi - insiste Angela anche oggi - ognuno di noi può tendere a essere come lei». Nel 1958 l'incontro con il Papa, l'arcigno Papa Pacelli. Angela, dimostrando da subito le sue qualità di comunicatore mistico, invia una lettera a Roma. Lettera riservata che arriva a Pio XII grazie all'interessamento di Oscar Luigi Scalfaro, allora deputato. E' il 9 aprile, l'udienza. Angela viene sistemata in prima fila vicino all'altare di San Pietro. «Il papa scende tra i fedeli, mi vede - ricorda Angela - esclama: sei la Volpini, quella della lettera. Cerco di parlargli, lui mi dice di essere forte e misericordiosa. Va avanti, poi torna di scatto indietro, vuole vedere cosa ho nella cartellina che tengo stretta sotto il velo. Io allora gli dico che ho cose da dirgli, parole della Madre celeste. Lui si fa pensieroso, accenna a un'udienza particolare, si vedrà. Io sono intimidita, parlo adagio. Il papa chiede a un prete vicino a me di ripetere i concetti a voce più alta: era un giornalista spagnolo, molto noto, padre Juan Arias. Da allora siamo diventati amici, da li i miei contatti con la Spagna e le comunità spagnole».BR b Oltre il Penice./b Oggi, domenica, Angela Volpini sarà ancora in viaggio. Volo verso le Canarie. Non per ferie, ma per fede. Li, spiega, c'è una «scuola per imparare a vivere» che da tempo dialoga con lei. Altri gruppi arrivano spesso a Casanova. E lei, sposata con Giovanni Prestini (dinamico presidente del Celit che si occupa di sviluppo del territorio oltrepadano), passa il tempo a incontrare gente, a ricevere lunghe telefonate di chi le chiede conforto o per sfogarsi. Ieri era a Casanova, l'altroieri no: era corsa a Verona ad assistere una sua amica che è stata operata. Amici: ne ha ancora molti in giro l'Angela, che dice di aver visto la Madonna. Ti guarda, sorride. Ha gli occhi lucidi, velati. Ed è come se non abbia mai smesso di vedere qualcosa che ha dentro.BR

Fabrizio Guerrini