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Riso Scotti, la forza di Dora


 PAVIA. Vent’anni il 4 marzo prossimo, Dora Horvath, alla sua seconda stagione alla Riso Scotti Pavia, non nasconde il sogno di ogni atleta professionista: giocare nel massimo campionato. «Salire in A1 sarebbe il massimo, un’esperienza formidabile per me e le mie compagne», esordisce l’ungherese di Budapest, schiacciatrice di una Riso Scotti che, dopo un avvio di stagione difficoltoso, fa sognare anche i tifosi. Perché sì, questo potrebbe essere l’anno buono. «Ma dobbiamo stare attente a non sbagliare le due trasferte a casa di Castelfidardo e San Vito perché con le squadre meno attrezzate soffriamo di più». Una Riso Scotti bifronte, che ha faticato, per esempio, con l’ultima in classifica.
 Vale a dire con la Virtus Roma, che dall’inizio della stagione ha conquistato 4 punti. «Cosa ci succede con certe squadre? A volte ci blocchiamo, le avversarie fanno due, tre punti di fila e noi non riusciamo a reagire adeguatamente. Non so cosa ci succede con esattezza, ma di fatto abbiamo giocato meglio con le squadre più attrezzate che con quelle apparentemente meno solide», continua Dora, sfoggiando un ottimo italiano dal leggerissimo accento. «Mi hanno aiutato la moglie di Gigi (Poma, general manager della Riso Scotti, ndr) e le mie compagne di squadra, che sono delle vere amiche. Quando sono arrivata soffrivo di nostalgia, ora molto meno. Amo Pavia, ci sto molto bene, quando ho voglia di fare un giro in una grande città come quella in cui sono nata, Budapest, vado a Milano». Verso i play off, dunque? «Senz’altro, siamo partite con questo obiettivo all’inizio della stagione, stiamo dimostrando di poterli conquistare». Proseguendo il cammino con una bella vittoria da tre punti con Castelfidardo, che all’andata, al PalaRavizza, vinse al quinto set. «Ha un’ottima banda, la Banchieri - aggiunge la schiacciatrice della Riso Scotti, 1,88 di potenza e velocità - , è un tipo di giocatrice alla Terranova, non troppo alta, ma molto efficace, che fa muro, difende molto, cerca i varchi nelle difese avversarie». Quanto all’iniziativa della Provincia Pavese, nel cui sito internet è possibile lasciare un commento sulle ragazze della Riso Scotti, Dora conclude: «Abbiamo dei tifosi bellissimi, molto affettuosi, che ci sono vicini anche nei momenti no. Il sito è un’ulteriore occasione per esprimere il proprio attaccamento alla squadra, è una cosa bella». Vincere domenica con le marchigiane, replicare il turno successivo con San Vito, la squadra in cui gioca l’ex Pavia Jaline. Sulla delicatezza dell’impegno di domenica contro Castelfidardo non ha dubbi coach Gianfranco Milano: «Pavia ha sofferto di più con le squadre non di caratura tecnica elevata, ma anche, e questa è una cosa comune a tutte le squadre del campionato, in trasferta. Con Castelfidardo prima e San Vito poi dovremo dimostrare di aver superato completamente il ko rimediato a Parma. In questo senso il match con Piacenza era decisamente meno significativo». Vincere in trasferta in un girone di ritorno che «alla Riso Scotti riserverà, complessivamente, ben sette partite fuori casa - dice ancora Milano - con un’accelerazione, sul fronte degli impegni, tra il 10 e il 22 marzo, il giorno in cui giocheremo in casa contro la seconda in classifica, Volta Mantovana. Per allora dovremo naturalmente conquistare un congruo numero di punti, ma anche conservare una buona condizione atletica». Quanto alle prossime avversarie della Riso Scotti, Milano mette in guardia dalla Banchieri: «E’ giovane, all’andata si rivelò l’elemento centrale della squadra, che ha anche una forte straniera, l’olandese Sanders. Domenica saranno cariche, noi dobbiamo andare là per giocare con intelligenza».
- Pier Angelo Vincenzi